I carabinieri raggiungono il luogo del ritrovamento del corpo di Alessandro Neri (foto G. Lattanzio)

Omicidio a Pescara, arrivano i Ris. I carabinieri ascoltano gli amici / VIDEO

A San Silvestro si cercano tracce dell'assassino. Intanto gli investigatori ricostruiscono la vita privata e lavorativa del giovane e i suoi ultimi momenti

PESCARA. Arriveranno domani a San Silvestro, al fosso Vallelunga di Pescara, i carabinieri del Reparto speciale investigazioni (Ris), con tutte le apparecchiature necessarie per rilevare eventuali tracce lasciate dall'assassino di Alessandro Neri detto Nerino, 28 anni di Spoltore, il giovane allontanatosi da casa lunedì scorso e ieri trovato morto tra le sterpaglie del fosso, colpito da un proiettile di pistola al torace.

Omicidio a Pescara, i carabinieri cercano tracce dell'assassino di Alessandro Neri
I carabinieri del Nucleo investigativo del comando di Pescara questa mattina sono tornati a Fosso Vallelunga, zona sud della pineta, vicino al cimitero di San Silvestro: cercano elementi utili per rintracciare l'assassino (o gli assassini) di Alessandro Neri, il 28enne di Spoltore ucciso con un colpo di pistola al torace. Nelle ricerche stanno seguendo le indicazioni del Ris, i cui specialisti sono in arrivo. (video di Giampiero Lattanzio)

Intanto i carabinieri di Pescara continuano le indagini, indirizzate a ricostruire la vita privata e lavoratori di Alessandro. E, dopo aver ascoltato il padre, adesso tocca agli amici. Sono stati i primi ad essere contattati dalla madre martedì mattina, quando non ha visto tornare a casa il figlio. Sono stati i primi a mettersi in moto, a cercarlo in lungo e in largo fino a mercoledì sera, quando insieme con i volontari della protezione civile sono andati a cercare Alessandro proprio nella zona dove il 28enne è stato ritrovato poi ieri, la zona del cimitero di San Silvestro dove il giorno prima era stato localizzato il suo telefonino. Anche ieri pomeriggio gli amici di Alessandro sono stati i primi ad arrivare - di corsa, in lacrime, stravolti - in via Vallelunga, superando a piedi lo sbarramento alle auto della polizia municipale, che ha partecipato al piano provinciale della Prefettura per la ricerca delle persone scomparse. Hanno percorso a piedi, con il fiato in gola, più di cinquecento metri fino alla zona dov’era in corso il recupero e l’identificazione del corpo di un ragazzo.
Tanti giovani, tante facce di provenienze ed estrazione anche diverse da quella di Alessandro, ma accomunati dallo stesso affetto e dallo stesso ricordo di un ragazzo «buono, un pezzo di pane».

La disperazione degli amici ieri accorsi a Fosso Vallelunga (foto Giampiero Lattanzio)

Eppure adesso è anche attraverso di loro che dovranno passare le indagini dei carabinieri che puntano a ricostruire con esattezza gli ultimi momenti di Alessandro, ma anche la sua vita privata, personale e lavorativa. E per questo dovranno ascoltare molte delle persone che gravitavano attorno al giovane di 28 anni e che ieri sono accorse sul luogo del ritrovamento. «È stato ucciso», mormoravano tra le lacrime alcune amiche del ragazzo ieri pomeriggio, prima ancora che si conoscesse il dettaglio del colpo di arma da fuoco. «È impossibile che Alessandro si è ammazzato. Era sempre con il sorriso, stava bene economicamente, sereno, tranquillo. Non ci crederò mai».
Qualcuno tra le lacrime, qualcun altro con la rabbia di chi semplicemente sospetta e non accetta: «Ce l’hanno portato, ce l’hanno buttato. Alessandro a piedi fino a qua, da solo? E perché mai ci doveva venire?» ripete una ragazza azzittita da un’amica con una mano sulla bocca. Tante domande, sospetti, rancori che ieri pomeriggio serpeggiavano tra il dolore lo sconforto per un finale che nessuno, tra chi amava Alessandro e lo conosceva nel profondo, avrebbe mai potuto immaginare.(s.d.l.)
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