ABRUZZO

Patrimonio dell'Unesco, si fanno avanti gli antichi trabocchi

Le macchine da pesca su palafitte della costa teatina sono autentici monumenti al lavoro. E all’ingegnosità umana. Ma l'elenco delle bellezze è lungo 

PESCARA. Abruzzo, terra di storia, di archeologia e natura incontaminata. È lungo l’elenco delle emergenze che meriterebbero di essere incluse nella lista dei siti dell’Unesco. E la Costa dei trabocchi, merita un posto di tutto rispetto. Da Ortona a San Salvo passando per Fossacesia, San Vito Chietino, Casalbordino e Vasto, tra promontori, calette, scogliere frastagliate, spuntano i trabocchi, vecchie “macchine” da pesca costruite su palafitte, autentici monumenti al lavoro e al sacrificio delle popolazioni costiere che traevano dal mare il loro sostentamento. «Certo», dice il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «lavorare per il riconoscimento di sito dell’Unesco è un obiettivo che si potrebbe perseguire, anche se la procedura è molto complicata. Io sono d’accordo, e credo sia giunto il momento in cui i sindaci della Costa dei trabocchi comincino a lavorare per chiedere il riconoscimento».
Restando in provincia di Chieti, altro sito “papabile” è l’abbazia di San Giovanni in Venere, realizzata col complesso monastico contiguo all’inizio del XIII secolo. Tra il patrimonio immateriale, invece, il rito dei Talami di Orsogna, già Patrimonio d'Italia per la tradizione. In provincia dell’Aquila l’elenco è lungo. Partendo dalla Basilica Collemaggio, dove fu incoronato papa Celestino V, nel capoluogo si prosegue con la chiesa di San Bernardino, la Fontana delle 99 Cannelle, mentre a pochi chilometri ci sono le catacombe di San Vittorino, l’anfiteatro romano di Amiternum, i resti di Peltuinum. A Fossa, la necropoli protostorica riportata alla luce dall’archeologo Vincenzo D’Ercole, ha restituito reperti importantissimi per comprendere la vita delle antiche popolazioni che abitarono la vallata. Spostandosi ancora un po’, A Sulmona ci sono la Collegiata dell’Annunziata, la Badia Morronese e il santuario di Ercole Curino. In provincia di Pescara, a Castiglione a Casauria, c’è l’abbazia San Clemente a Casauria, costruita dall'imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, nell'871. A Manoppello c’è l'abbazia di Santa Maria Arabona, costruita dai monaci cistercensi a partire dal 1197 sui resti di un tempo romano. E in provincia di Teramo c’è la cattedrale di Atri, che dal 1899 è monumento nazionale.
Intanto la Regione Abruzzo, nel 2015, ha varato una legge sulla “Valorizzazione del patrimonio culturale immateriale”, quale strumento essenziale “per la piena realizzazione della persona umana, e la promozione dello sviluppo sociale”. Otto articoli, con una dotazione finanziaria che per il 2015 è stata fissata in 300mila euro, somma che negli anni successivi viene stabilita in sede di bilancio. Per attività di programmazione tecnico-scientifica, è stato istituito presso l’Assessorato regionale preposto al settore, l’Osservatorio regionale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale. L’osservatorio lavora a fianco della Fondazione senza finalità di lucro, costituita ad hoc. (a.bag.)
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