Porto Pescara, dal dragaggio salta fuori anche una moto

Oltre all’auto e ai resti del povero Luigi Di Paolo, in cinque mesi di lavoro la draga ha estratto anche una moto Bmw con la matricola abrasa. Insieme a 200mila metri cubi di fango

PESCARA. Non solo un’auto, quella che custodiva i resti del povero Luigi Di Paolo ripescata due giorni fa all’imbocco del molo sud, ma dal fiume è stata riportata a galla anche una moto di grossa cilindrata, una Bmw gialla con le matricole del motore abrase.

In cinque mesi dall’inizio del dragaggio i due motopontoni al lavoro per conto della Sidra hanno tirato fuori dal fiume 200mila metri cubi di fanghi e con questi anche storie e misteri .

Misteri come quello della moto che, riconsegnata alla Capitaneria di porto, non aveva più targhe e matricole e null’altro che potesse aiutare i militari a risalire al proprietario del potente mezzo. Di fatto una moto costosa, buttata nel fiume forse per un dispetto, ma più verosimilmente da qualcuno che l’ha rubata per commettere un reato e se n’è poi disfatto.

Ma se quello della moto resta un mistero, è la fine di una storia quella svelata dal ritrovamento della Renault Modus ripescata giovedì pomeriggio dagli operai che stavano dragando la darsena commerciale del porto canale, ultimo tratto prima della conclusione dei lavori prevista per novembre.

Un tragico epilogo che amici e parenti di Luigi Di Paolo quasi si aspettavano dopo 33 mesi di attesa e il biglietto in cui l’impiegato dell’Anagrafe del Comune di Pescara confidava tutto il suo malessere. Quello causato dalla scomparsa dell’amatissima moglie e alimentato da un carattere chiuso e molto sensibile che il primo gennaio del 2011 ha portato l’impiegato allora cinquantnne ad allontanarsi per sempre da una vita in cui forse non si riconosceva più.

Ed ecco che dopo quasi tre anni, in un pomeriggio di fine settembre, succede che la draga ripesca quell’auto e svela il mistero. Dell’impiegato dell’Anagrafe è rimasto ben poco, ma un giubbotto e la fidelity-card con il suo nome custodita nel portafolglio riportano a lui, come pure, a detta dei famigliari, una protesi rimasta ancora nell’abitacolo dell’auto. Ciononostante, dopo un primo esame esterno dei resti da parte del medico legale nell’immediatezza del ritrovamento, alla presenza degli uomini della Mobile, il pm Salvatore Campochiaro oggi alle 9,30 conferirà l’incarico per ulteriori accertamenti medico-legali e non è escluso che possa disporre anche l’esame del Dna. Accertamenti che consentiranno poi di restituire alla famiglia, senza ombra di dubbio, quel che resta di Luigi Di Paolo per celebrare i funerali che con ogni evenienza dovrebbero svolgersi a Città Sant’Angelo, suo paese d’origine.

(s.d.l.)

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