Progetti e acquisti, le mosse dei costruttori

Gli imprenditori cittadini in movimento da anni per assicurarsi un posto a Porta Nuova

Mentre le amministrazioni comunali hanno aspettato cinque anni per progettare il futuro di Porta Nuova costruttori, proprietari e imprenditori si sono mossi con un certo anticipo. C ’è chi ha acquistato le aree oggi degradate, e chi ha comprato diritti di costruzione. E c’è anche chi ha presentato progetti per alberghi e uffici, sassi lanciati in quello che oggi è uno stagno abbandonato ma domani potrebbe diventare un mare di soldi.

Becci. «Pescara è una città mancata come vocazione turistica. A Porta Nuova ci giochiamo l’ultima chance», dice senza nascondersi il presidente della Camera di Commercio Daniele Becci che, Ministero permettendo, tra poco diventerà proprietario dell’Ex Cofa. «Abbiamo comprato l’ex mercato ortofrutticolo proprio per la sua destinazione a sviluppo turistico», dice Becci, «per noi era quasi un obbligo visto che abbiamo già il Marina di Pescara, proprio dietro l’Ex Cofa, e il padiglione tra l’ex mercato e il Marina. Palazzi troppo alti? Per me potrebbero avere anche 200 piani. L’importante è che si facciano strutture di alto livello architettonico».

Laureti. Tra chi si è mosso in anticipo c’è anche la famiglia Laureti, proprietaria di un terreno da circa 11.500 metri quadri che una volta era occupato dai depositi di carburante e giace in abbandono da 20 anni. «Già diversi anni fa», spiega Lucio Laureti, «abbiamo chiuso un accordo con Lamante costruzioni per edificare in quella zona quando sarà possibile. Loro, tra l’altro, sono proprietari anche di altre aree vicino alle nostre. Del piano particolareggiato non ci stiamo occupando, ci sono cubature già edificate e poi si dovrà vedere cos’altro sarà possibile fare».

Di Properzio. Pur se bloccate dalla bonifica del sito almeno per due anni, anche sulle aree Di Properzio si potrebbe costruire in futuro. «Abbiamo diritti sulle cubature esistenti», spiega Sabatino Di Properzio, «oltre ad altri diritti che derivano dal piano casa. Quanto al piano particolareggiato, dare un giudizio è un po’ prematuro. Certo è curioso pensare che in una stessa zona si facciano uffici, centri congressi, alberghi e poi l’edilizia popolare».

Pescaraporto. Negozi, uffici, parcheggi e un grande albergo. Il progetto da ventimila metri cubi, destinati a ricoprire l’area ex Edison tra il porto turistico e l'ex Cofa, è stato presentato dalla società Pescaraporto dei costruttori Mammarella e della famiglia Milia e approvato ad aprile dalla commissione Edilizia del Comune. Il progetto prevede la realizzazione di tre fabbricati con un'altezza massima di 21,50 metri, cioè sette piani. Il primo avrà una destinazione d'uso commerciale e sarà ripartito in 18 negozi. L'andamento curvilineo dell'immobile consentirà di ricavare spazi per la sosta con alberi e arredi urbani. A ridosso di questo edificio sono previsti due fabbricati simmetrici di sette piani. Uno sarà adibito a uffici, l’altro diventerà un albergo.

Le polemiche. «Il Pp2 sembra il colpo definitivo alle speranze dei cittadini che sognavano un'area vicina al mare», attacca il consigliere del quartiere Porta Nuova William Facchinetti, «dove poter respirare e socializzare senza essere circondati da palazzi. Invece, dopo aver benedetto la costruzione della caserma della Guardia di Finanza sul lungomare, la giunta Mascia si preparare a varare un piano particolareggiato che vedrà spuntare come funghi la bellezza di dieci palazzoni, di cui otto da dieci piani e due addirittura da sedici piani. Tutto questo in un quartiere che già soffoca per la presenza di numerose costruzioni».(l.ve.)

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