«Serve un centro dialisi» la richiesta di 5 consiglieri

Il problema riguarda non solo Montesilvano ma anche la zona nord di Pescara Di Pasquale: «Potrebbe essere aperto nel nuovo ditretto sanitario»

MONTESILVANO. Sono circa 160 i pazienti dializzati in cura all’ospedale di Pescara. Quarantacinque sono costretti a ricorrere ad altri strutture, di cui trenta a quella privata di Francavilla. Una situazione molto disagiata per i pazienti e costosa per la Asl di Pescara. Ammontano, infatti, a circa un milione di euro i costi riversati alla Asl di Chieti per i dializzati di Francavilla. Quasi 500mila euro, invece, sono riversati alle altre strutture dove sono costretti a rivolgersi gli utenti.

Un disagio non trascurabile, che ha spinto i consiglieri comunali Pd di Pescara Giuliano Diodati e Florio Corneli, insieme ai consiglieri Pd di Montesilvano Massimiliano Pavone, Daniele Scorrano e Francesco Di Pasquale a presentare una mozione in cui chiedono l’istituzione di un centro dialisi territoriale nell’area Pescara nord-Montesilvano, facendo appello all’impegno delle rispettive amministrazioni comunali. Complessivamente sono circa 60 i dializzati provenienti dall’area Pescara nord, Montesilvano e Città Sant’Angelo. «Curarsi presso altre Asl o strutture private comporta un aggravio di costi per la nostra azienda sanitaria oltre che un disagio sociale, organizzativo ed economico per le famiglie» scrivono i cinque consiglieri nella mozione. Una soluzione, però, potrebbe venire proprio dalla città di Montesilvano. «E’ una città a vocazione turistica e potrebbe fornire un importante servizio anche ai villeggianti che hanno questa necessità» sottolinea Francesco Di Pasquale, consigliere Pd di Montesilvano con delega al distretto sanitario. «Entro il prossimo mese di giugno, a Montesilvano sarà inaugurato il nuovo distretto sanitario di base. E’ il termine che ci siamo dati per il taglio del nastro. La nuova struttura sarà sicuramente in grado di fronteggiare le esigenze dei pazienti dializzati, abbattendo nel contempo grossi costi. Il direttore generale della Asl di Pescara Claudio D’Amario si già è detto disponibile».

E’ proprio alla nuova struttura, in fase di completamento, che guardano gli autori della mozione. «La delocalizzazione delle cure ambulatoriali rientra nelle politiche regionali, anzi costituisce una modalità per ottimizzare risorse e livelli di assistenza» ribadiscono. In questo modo, inoltre, «risorse umane e organizzative dell’ospedale di Pescara potrebbero essere meglio spese per i casi che richiedono una maggiore complessità di assistenza e/o interventi. Insieme a Chieti, Pescara è l’unico ad avere nella regione un reparto nefrologia».

Rosa Anna Buonomo

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