Spoltore, incidente sul lavoro: muore e dona gli organi

La vittima è Renato De Leonardis l’agricoltore colpito da una scheggia. Espianto all’ospedale civile di Pescara dopo la decisione della famiglia

PESCARA. Si è concluso con un gesto di estrema generosità il dramma di Renato De Leonardis, il sessantenne di Spoltore che due settimane fa, era il 7 aprile, fu colpito all’occhio da una scheggia del tirante di una vigna, mentre stava arando un terreno con il trattore.

Ieri, dopo 13 giorni di ricovero nel reparto di Rianimazione, il sessantenne è morto e i suoi familiari ne hanno autorizzato l’espianto degli organi. Alle 14 è stata dichiarata la morte cerebrale e subito dopo è iniziato il periodo di osservazione che si è concluso alle 20 di ieri, sotto il controllo della commissione di accertamento formata da un medico della direzione sanitaria, un rianimatore e un neurologo.

Sei ore di osservazione in cui i medici del reparto di Rianimazione che hanno seguito il paziente in queste due settimane hanno continuato a monitorarlo, in particolare per verificare, in vista dell’espianto, lo stato dei singoli organi. Data l’età, sin da ieri sera appariva improbabile che si potessero espiantare il cuore e i polmoni, ma c’erano invece buone probabilità di riuscire a donare il fegato e i reni di Renato De Leonardis. È su questa ipotesi che ha lavorato per tutto il pomeriggio il Centro trapiani dell’Aquila in continuo contatto con la direzione sanitaria di Pescara, alla ricerca dei riceventi compatibili che, in caso positivo, vengono allertati immediatamente, in concomitanza con l’équipe che, solitamente da Roma, Napoli o Palermo, viene incaricata del trasferimento. Operazioni che si sono concluse in nottata, dopo che, attraverso tutti gli esami e le verifiche, si è stabilito quali organi espiantare e a chi donarli.

Un gesto di amore da parte della famiglia di Renato che forse proprio con questa decisione è riuscita a dare un senso al dramma assurdo che l’ha colpita. Come raccontano le cronache di quella maledetta domenica, De Leonardis stava arando la sua campagna, in una zona piuttosto impervia di Spoltore quando, come ricostruirono i carabinieri intervenuti insieme alla Misericordia e all’elicottero del 118, il trattore smuovendo il terreno, urtò un palo della vigna tranciando il filare da cui partì la scheggia di ferro che gli entrò dritta nell’occhio e da qui, dopo aver perforato l’orbita, arrivò a sfiorargli il cervello. Trasportato d’urgenza in ospedale, De Leonardis fu immediatamente sottoposto a un delicato intervento chirurgico durante il quale i medici riuscirono a estrarre il pezzo di metallo senza con questo riuscire a salvare il paziente. De Leonardis, infatti, dopo l’operazione non si è più ripreso nonostante tutti i tentativi dei medici. (s.d.l.)

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