Giampaolo Matrone in prefettura

Tragedia di Rigopiano / Video esclusivo del Centro

Blitz di Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti della valanga che il 18 gennaio scorso distrusse l'hotel Rigopiano, alla Prefettura di Pescara per incontrare la funzionaria che ricevette l'allarme dal cuoco Quintino Marcella

PESCARA. Il blitz in Prefettura di Giampaolo Matrone, il pasticcere di Monterotondo sopravvissuto dopo 70 ore sotto le macerie dell'hotel dove ha perso la moglie Valentina. Il Centro pubblica il video del drammatico confronto del sopravvissuto con la funzionaria che il pomeriggio del 18 gennaio non credette al primo allarme lanciato da Quintino Marcella, il datore di lavoro di Giampiero Parete, scampato per miracolo alla valanga. Matrone, rimasto invalido, chiede spiegazioni di quel comportamento e le scuse della funzionaria che, secondo lui, avrebbe ritardato i soccorsi.

TRAGEDIA DI RIGOPIANO / VIDEO ESCLUSIVO DEL CENTRO
Il blitz in Prefettura a Pescara di Giampaolo Matrone, il pasticcere di Monterotondo sopravvissuto dopo 70 ore sotto le macerie dell'hotel dove ha perso la moglie Valentina. Il Centro pubblica il video del drammatico confronto del sopravvissuto con la funzionaria che il pomeriggio del 18 gennaio non credette al primo allarme lanciato da Quintino Marcella, il datore di lavoro di Giampiero Parete, scampato per miracolo alla valanga. Matrone, rimasto invalido, chiede spiegazioni di quel comportamento e le scuse della funzionaria che, secondo lui, avrebbe ritardato i soccorsi. (Simona De Leonardis)

Subito dopo i familiari delle vittime hanno raggiunto il Palazzo di Giustizia, a Portanuova. «Sarà impossibile fare pace con le istituzioni, perché sappiamo tutti che non è stata colpa della natura, ma di un errore umano, a partire dalla centralinista che ha risposto alle prime richieste di aiuto per arrivare a chi governa questa regione e questo Paese». Lo ha detto Gianluca Tanda, del "Comitato vittime di Rigopiano", nel corso della manifestazione che i familiari di alcune delle 29 persone morte nel resort di Farindola (Pescara), travolto da una valanga il 18 febbraio scorso, stanno tenendo davanti alla Procura di Pescara, per chiedere "risposte" e "giustizia", a nove mesi dalla tragedia che li ha colpiti. Molti i familiari delle vittime che indossano magliette bianche con le scritte «29 angeli» e «Hotel Rigopiano». Esposti inoltre diversi striscioni, tra i quali uno che recita: «I nostri angeli meritano giustizia. Noi la chiediamo per loro». «Qui si giustificano con i tagli - ha proseguito Tanda -. Ma se non hai i soldi chiudi la strada e fai andare via le persone dall'albergo». Tanda ha detto che il «comitato si aspetta risposte, visto che la situazione è la stessa di nove mesi fa e non ci sono stati rapporti con le istituzioni». CLICCA QUI per vedere la DIRETTA FB.