Un arresto dopo la rissa «Polizia fissa a Fontanelle»

All’autore dell’aggressione alla vicina concessi i domiciliari nello stesso stabile Una delegazione di residenti di via Caduti per Servizio incontra il vice prefetto

PESCARA. «A Fontanelle manca un pezzo dello Stato: non ci mettete in condizioni di scendere per strada armati e farci giustizia da soli». Incarna il dolore di un’intera comunità Linda Ciferni, 55 anni e ultima in ordine di tempo a essere stata aggredita perché colpevole di non aver tenuto la bocca chiusa di fronte alle violenze e alle illegalità perpetrate ogni giorno tra le case popolari di via Caduti per Servizio.

All’indomani dell’ennesima aggressione ai danni di un’attivista dell’associazione “Insieme per Fontanelle”, una fetta di residenti di uno dei quartieri più caldi della città si è recata in massa sotto al palazzo del Governo di piazza Italia per ribadire l’esigenza di installare un sistema di videosorveglianza e, soprattutto, di una pattuglia fissa di polizia giorno e notte. L’angoscia, l’impotenza, la disperazione per una giustizia considerata monca sono i sentimenti che animano la comunità di gente perbene che vive all’ombra dei palazzoni di via Caduti per Servizio. A una manciata di ore dall’aggressione, Moreno Sagazio, il 28enne già noto alla giustizia autore delle minacce e delle botte di mercoledì notte, è stato condotto agli arresti domiciliari proprio nella casa di fronte a quella della vittima. E’ difeso dall’avvocato Luca Sarodi.

I reati contestati sono tre: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e danneggiamento aggravato. «Non posso vivere così», ripete Linda, occhi lucidi e sguardo allucinato, «non posso nemmeno uscire in balcone per stendere i panni. Temo ripercussioni per i miei familiari». Sotto l’ala protettiva del segretario di Codici Domenico Pettinari, ieri mattina una decina di cittadini di Fontanelle, tutti visibilmente scossi e allarmati, hanno chiesto con parole accorate l’intervento del prefetto Vincenzo D’Antuono, che però era impegnato in una cerimonia pubblica e non ha ricevuto la delegazione.

«Avete il dovere di proteggere la gente che versa il sangue in via Caduti per Servizio e non piega la schiena di fronte ai maltrattamenti», spiega Pettinari al vice prefetto Ida De Cesaris che ha incontrato gli attivisti dell’associazione e la vittima dell’aggressione.

Il segretario di Codici parla a nome dell’intera comunità: «Non bisogna solamente reprimere gli atti criminali, ma c’è bisogno di prevenirli facendo sentire alla popolazione la presenza costante delle istituzioni. Tra la gente regna lo sconforto, la paura, e soprattutto sta montando in queste ore l’esigenza di combattere autonomamente il crimine e farsi giustizia da soli».

La 55enne Linda Ciferni è stata minacciata e poi schiaffeggiata mercoledì notte intorno alle 22,30 perché in più occasioni si era esposta denunciando su Facebook gli abusi commessi quotidianamente all’ombra dei porticati delle case popolari ed era scesa in piazza in prima linea durante la fiaccolata dell’inverno scorso dopo l'attentato a Nello Raspa. «Non ho mai fatto nomi», racconta la donna, «ho scritto solo la verità e continuerò a farlo».

Sagazio, visibilmente alterato per l’abuso di alcolici, si è accanito con una spranga di ferro anche contro la minicar della condomina, fracassando i vetri e ammaccando la carrozzeria. Un’ambulanza ha portato la signora al Pronto soccorso, dove è stata medicata: la diagnosi parla di «stato ansioso reattivo e contusioni al volto» e la prognosi è di cinque giorni. Ma è all’ospedale civile che la lite è andata avanti. Sagazio, arrivato al pronto soccorso per farsi medicare la mano destra, ha continuato a inveire contro la donna: «Io ti ammazzo», ha urlato, «ti spacco la testa, questo è solo l’inizio». «Mettete una pattuglia fissa di polizia», rimarca Pettinari, «nei tre mesi in cui via Caduti per Servizio era presidiata giorno e notte, la situazione sembrava migliorata». L’impegno del vice prefetto, al momento, resta limitato alla convocazione di un comitato per l’ordine pubblico.

Ylenia Gifuni

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