Un euro per averne 1.500 al mese In mille ci credono
A prometterli è il comitato che vuole combattere la povertà e raggiungere la «massa critica per un mondo migliore»
MONTESILVANO. Il sogno di guadagnare 1.500 euro al mese, investendone appena uno, sta conquistando anche Montesilvano. Nei giorni scorsi, mille persone arrivate da Abruzzo, Marche e Molise hanno affollato la sala convegni del Grand Hotel Adriatico per la presentazione ufficiale del Coemm (comitato organizzatore etico per un mondo migliore). Nato dall’idea del guru Maurizio Sarlo, il movimento è nato nel 2010 a Padova ma è negli ultimi anni che ha cominciato a fare migliaia di proseliti arrivando a contare oggi quasi dieci mila circoli, chiamati Clemm, composti da gruppi che vanno dalle 8 alle 11 persone.
Obiettivo del movimento è quello di contribuire, come dice il nome stesso, a “un mondo migliore” attraverso il rilancio dell’economia e l’eliminazione della povertà. Ma in che modo? «Creando una massa critica di centomila persone in grado di far ripartire l’economia e superare la crisi», spiega Sarlo rivelando come il comitato sia frutto di oltre 30 anni di studi sui motivi della crisi e della povertà. A comporre questo movimento anche molti abruzzesi, circa 3mila 500, dei quali circa 800 in provincia di Pescara. Tutti convinti che il progetto ambizioso di Sarlo sia assolutamente realizzabile e che, presto, ognuno di loro potrà contare su un’entrata certa di 1.500 euro, senza dare nulla in cambio, se non un euro per l’adesione e il rispetto di una serie di valori.
«È quello che noi definiamo diritto di dignità, ben diverso dal reddito di cittadinanza che ti rende schiavo due volte», aggiunge Sarlo. «Molto presto, raggiungeremo questa massa critica. Abbiamo già trovato qualcuno pronto a investire su quello che sarà una sorta di gruppo d’acquisto con il proprio valore sul mercato». A poter beneficiare di tale possibilità, però, sarà solo chi dimostrerà di rispettare i principi fondanti del Coemm: etica, altruismo e riservatezza. E sarebbe proprio questo il motivo dei ritardi nel raggiungimento di quella massa critica utile ad avviare il progetto dal punto di vista economico. «Abbiamo dovuto setacciare vari circoli, eliminandone un centinaio», prosegue Sarlo, «e abbiamo perso anche circa 200 circoli dopo i servizi di Striscia la notizia in cui sono stato accusato di essere un imbonitore. Ma ormai ci siamo quasi. Il prossimo 3 marzo, a Roma, ci sarà un grande evento incentrato sulla figura di Madre Teresa di Calcutta, che per noi è un simbolo della lotta alla povertà. In quell’occasione, comunicheremo la data di avvio dell’erogazione dei 1.500 euro mensili». Ma in che modo verranno guadagnati i soldi? «Questo non dipende dal Coemm, noi proponiamo un progetto, i nostri partner finanziari internazionali stanno elaborando le soluzioni giuste per concretizzare il tutto».
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