Valerio Di Rocco star a Londra con gli Urban Voice

MONTESILVANO. Si esibirà domenica prossima, 10 febbraio, a Londra, ai “Bafta” (British Academy of Film and Television Art), che poi sono gli Oscar britannici. Per Valerio Di Rocco, cantante...

MONTESILVANO. Si esibirà domenica prossima, 10 febbraio, a Londra, ai “Bafta” (British Academy of Film and Television Art), che poi sono gli Oscar britannici. Per Valerio Di Rocco, cantante talentuoso di Montesilvano emigrato in Inghilterra, si tratta di un altro tassello da aggiungere a una carriera sempre più fulgida.

Da quando sedeva sui banchi della trasmissione “Amici di Maria De Filippi” ha fatto tanta strada. Era il 2003, quando iniziò l’avventura nella scuola di Canale 5. Aveva 25 anni e concorreva come cantante. All’attivo, esperienze come la partecipazione a “Destinazione Sanremo”. Quell’edizione di “Amici” la vinse però il ballerino Leon Cino, ma anche per Valerio cominciarono ad arrivare opportunità.

A teatro si è fatto notare nei musical “Footloose” ed “Hair” (nel ruolo di Woof) con le musiche di Elisa, “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante, dove Valerio aveva la parte impegnativa di Tebaldo. Una scalata verso il successo che lo ha portato ad arrivare alla Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra, dove si è esibito con il coro Urban Voices Collective, con cui aprirà i “Bafta”. Con lui sul prestigioso palcoscenico inglese altri due italiani: Gianluca De Martini, ex Amici, e Roberto Angrisani.

Una nuova esperienza dopo Londra 2012. Come sarà l’appuntamento del 10 febbraio?

«Quella di Londra era nata come una cosa a sé. Ora sono diventato membro stabile del coro “Urban Voices”. Accompagneremo i Paloma Faith. Entreremo dal centro della sala e saremo noi ad aprire lo spettacolo».

Com’è arrivato a esibirsi alle Olimpiadi di Londra?

«Gianluca De Martini, con cui ho partecipato ad “Amici”, viveva già a Londra e mi ha chiamato per dirmi che stavano tenendo dei provini per entrare nel coro. Non pensavo che ce l’avrei fatta. Invece mi hanno scelto ed è stata la cosa più bella che mi sia capitata. Abbiamo duettato con artisti come George Michael. Il produttore David Arnold si è innamorato del coro e ci ha fatto incidere un disco negli Abbey Road Studios».

Com’è la sua vita a Londra? Pensa mai di tornare in Italia?

«A fine febbraio sarà un anno che vivo in Inghilterra, in modo più fisso da circa 6 mesi», prosegue Valerio Di Rocco. «Mi sono esibito al jazz club Ronnie Scott’s e con altri colleghi, tra cui Gianluca, stiamo mettendo su un progetto teatrale sulla storia della mafia. Mi sto occupando io della sceneggiatura. L’Inghilterra è un Paese che ha molto da dire e da dare. Ti offre tante occasioni per crescere. C’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarti e se con onestà ti proponi ricevi sempre una risposta con schiettezza. Al momento penso di rimanerci, a meno che dall’Italia non arrivi qualche opportunità interessante».

Rifarebbe l’esperienza di “Amici”?

«Assolutamente sì. Ho ricordi bellissimi di quel programma, anche se mi sarebbe piaciuto parteciparvi con qualche anno in più, forse avrei corretto alcune cose del mio percorso. Adesso ci sono sicuramente più possibilità per i cantanti. Le case discografiche prima erano scettiche, mentre ora sono interessate ai concorrenti».

Quanto si sente legato all’Abruzzo?

«Mi sono sempre sentito uno che non sta bene fermo in un posto. Ora che ho superato i 30 anni, però, quando torno in Abruzzo trovo una specie di pace interiore. Parlo a tutti della mia regione, per me è una gemma preziosa».

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