Di Nicola chiama l’ex Ingrosso: «Hai già capito...»

Calcioscommesse, le intercettazioni. Il difensore: «Vediamoci al campo, non voglio casini col mister»

L’AQUILA. Gli incontri prepartita con gli ex come Ingrosso, le compulsive telefonate e/o messaggi a gara in corso, la delusione finale per una vittoria ottenuta soltanto col punteggio di 1-0 in una partita in cui gli avversari hanno giocato con nove riserve e sono rimasti persino in 10. Gli 007 di Palazzi sono da giorni chini su queste e altre carte del caso esploso a seguito dell’indagine della Procura di Catanzaro sul calcioscommesse che vede coinvolto l’ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Ercole Di Nicola che si trova agli arresti domiciliari. In particolare, un intero capitolo del provvedimento della Dda calabrese si riferisce all’Aquila-Tuttocuoio (1-0) del 25 marzo. Riuscita o meno, la Procura la definisce comunque combine.

«Il 23 marzo», scrivono i pm, «Di Nicola riceveva un messaggio sul cellulare da parte di Elianna Vaira (non indagata, ndr), segretaria dell’Aquila. La Vaira riferiva al suo ds il numero di telefono di un tale “Ingrosso”. Chi fosse quel tale lo rivelerà la telefonata che, di lì a tre minuti, Di Nicola effettuerà sull’utenza indicatagli dalla Vaira. “Ingrosso” non era altro che Gianmarco Ingrosso, calciatore in forza al Tuttocuoio (ed ex L’Aquila, ndr), che avrebbe affrontato L’Aquila nel prossimo impegno di campionato il 25 marzo. Di Nicola contattava Ingrosso e, appurato che il mercoledì seguente sarebbe stato in campo all’Aquila, chiedeva al calciatore di informarlo non appena fosse arrivato in città, ché doveva dirgli “alcune cosette”. Ingrosso acconsentiva».

Secondo la Procura, Di Nicola aveva «combinato un risultato equivalente all’1+over» parlando con il procuratore Ascari, che gli dice, in una telefonata intercettata, che i toscani avrebbero schierato «nove riserve». A seguire, Ingrosso manda un sms a Di Nicola: «Noi alloggiamo al Federico secondo!!! Come vuoi fare?». E Di Nicola risponde: «Passo questa sera tardi e scendi o domani mattina?». «Ingrosso», annotano i pm a pagina 1056 del provvedimento di fermo, «diceva di preferire il campo di allenamento come luogo d’incontro con l’amico Di Nicola in modo da evitare, a suo dire, “casini con il mister”». «No, vabbè, allora ci vediamo domani al campo...non vorrei creare casini con il mister». Ecco la risposta: «Ok...parliamo al campo quando vai a vederlo...cmq hai già capito...poi ti dico il resto...». Intanto uno degli albanesi coinvolti nell’indagine invia un sms al titolare di un’agenzia di scommesse e invita a giocare sulla vittoria rossoblù con numero di gol non inferiore a tre. Durante la partita, «Di Nicola», scrivono i pm, «attore principale della frode sportiva, contattava Ascari dicendo di non essere soddisfatto del risultato che stava maturando. Non era il risultato della sua squadra che gli interessava, ma il buon esito della combine che pareva sul punto di saltare. L’Aquila vinceva 1-0 e ciò non era sufficiente a realizzare la frode ordita dai sodali».

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