CALCIO / ECCELLENZA

L'Aquila-Chieti: in palio la serie D, polemiche sui biglietti

Al Gran Sasso d’Italia va in scena il match decisivo per la promozione. Il presidente Figc Abruzzo Memmo: "Tagliandi negati ai teatini. Non vado allo stadio per protesta"

L'AQUILA. Cresce l'attesa per il big match di Eccellenza. Mercoledì (ore 15) L'Aquila ospita la capolista Chieti in una sfida decisiva per la promozione in serie D. I teatini sono in testa con 22 punti, L'Aquila è seconda a quota 17, ma con una gara in meno. Al Chieti di Alessandro Lucarelli potrebbe bastare anche il pareggio per avvicinarsi al traguardo, mentre i rossoblù di Dario Bolzan devono vincere per riaprire i giochi.

Quello che doveva essere il simbolo della ripartenza del calcio dilettantistico abruzzese si è trasformato in una fonte inesauribile di polemiche. La vigilia, infatti, è stata a dir poco infuocata per la questione biglietti. Tutto nasce dalla decisione, da parte rossoblù, di non girare al club neroverde la quota solitamente spettante agli ospiti. Alla luce della riapertura al pubblico degli stadi, e tenendo conto delle limitazioni dovute al Covid (25% rispetto alla capienza dell’impianto, fino a un massimo di mille presenze), il Chieti aveva inoltrato una richiesta di 300 biglietti sui mille appunto disponibili. Richiesta però negata dal club del capoluogo che, come ribadito in un comunicato diffuso ieri, sostiene di avere le mani legate a seguito di «stringenti, rigorose e costose misure anti-contagio», e di un piano Covid che, per quanto riguarda lo stadio Gran Sasso d’Italia, «prevede la chiusura del settore ospiti che, pertanto, non può accogliere pubblico, e l’apertura di due soli settori locali, tribuna e curva». A tutto ciò, e sempre stando a quanto riporta il comunicato, vanno poi sommati altri due fattori: la presenza di 600 abbonati, in aggiunta ai quasi cento accrediti riservati a stampa, società ospite (35) e istituzioni varie. I restanti tagliandi (disponibili in prevendita al Bar Racing ed alla Galleria Irti) sono stati invece esauriti nel giro di 48 ore già da venerdì.


«In virtù della valenza simbolica di questa partita, mi sarei aspettato ben altro comportamento da parte dei dirigenti dell’Aquila»: a parlare così, senza peli sulla lingua, è il presidente del comitato regionale della Figc Ezio Memmo, visibilmente amareggiato dalla piega presa dagli eventi. «Alla luce degli sforzi comuni per favorire la ripartenza dell’attività agonistica», ha detto Memmo, «sia pur ristretta alla sola Eccellenza, trovo inverosimili certe giustificazioni da parte di chi, se solo avesse voluto, avrebbe avuto tutto il tempo per organizzarsi. Anche con le autorità competenti a gestire l’ordine pubblico. Avevo perciò chiesto loro di inviare almeno 100 biglietti al Chieti, ma non c’è stato nulla da fare. Ne prendo atto e per questo ho volutamente deciso, in segno di protesta, di non andare a vedere dal vivo la partita».
A nulla è valsa poi la mediazione pomeridiana tra i vertici del club rossoblù e due rappresentanti della Lega, il presidente della delegazione provinciale aquilana Mario Bastida e il delegato assembleare della Lnd Abruzzo Alessandro Ciampa. E non è finita qui, perché a rinfocolare ulteriormente gli animi, ha contribuito la frase finale del comunicato in questione, nella quale si invitava la Lnd Abruzzo «a vigilare sulla regolarità del campionato, entrato nella sua fase cruciale, ribadendo che i campionati si vincono sul campo, senza favori e continue pressioni dall’esterno». Una frase poco gradita dai vertici del comitato regionale. Quanto al Chieti, la società neroverde ha preferito sposare un basso profilo, limitandosi al laconico commento espresso al riguardo dal presidente Antonio Mergiotti: «Ci spiace», osserva Mergiotti, «per i nostri tifosi, costretti loro malgrado a disertare una sfida del genere».