Marzoli: mitici quegli anni Settanta 

Allievo della scuola slava, protagonista con la Rodrigo Chieti e una ferita sanguinante: «L’esonero dalla Proger nel 2013-14» 

CHIETI. «Fino a sedici anni ero piccolino. Poi sono cresciuto improvvisamente, ma avevo ormai già deciso che la pallacanestro, una passione travolgente, l’avrei vissuta da allenatore». Di conseguenza, gli occhi di Nino Marzoli erano tutti puntati sui taccuini di Boris Sinkovic, mentre in campo il fratello maggiore Enzo mitragliava il canestro da ogni parte. Poi, l'incontro fatale. Sulla panchina della Chieti Basket, nel 1969, arriva un altro slavo, Todor Lazic. «Il mio maestro, un uomo vecchio stampo, un vero sergente di ferro, ma anche persona di grande umanità. Iniziai con le statistiche nelle quali ero molto abile, ma lui cominciò subito ad affidarmi alcune squadre del settore giovanile».


GLI ANNI SETTANTA. E nella mente di Marzoli, in tasca una tessera di "allenatore benemerito", si fanno strada ricordi indelebili. «Spazio e fiducia anche da Pippo Faina, Carlo Rinaldi e Claudio Vandoni, mentre, a livello giovanile, ogni anno si arrivava puntualmente alle finali nazionali confrontandosi, anche con buoni risultati, con le maggiori formazioni italiane». Intere generazioni. I nomi di quei ragazzi li ricorda tutti e tutti ricordano ancora i suoi insegnamenti nonchè l'assoluta intransigenza, tanto per usare un eufemismo. «Beh, penso a Dante Anconetani, nominato miglior giocatore assoluto di una finale, un pensiero particolare va al compianto Nando Odorisio, atleta esemplare, fino ad arrivare ad un giovanissimo e talentuoso Claudio Capone. Negli anni, avevamo comunque messo assieme un grande movimento». Intanto per Nino Marzoli arriva la panchina della prima squadra. «Sfiorata la promozione in A2 in una tiratissima gara con il Vigevano raggiungemmo l’obiettivo l’anno dopo nello spareggio con il Livorno. Arrivò, siamo nel ’78, una coppia di americani composta da Bill Collins e Terry Sykes che si infortunò purtroppo nel finale di stagione. Al suo posto, nel torneo successivo, giunse Essie Hollis e fu un campionato davvero strepitoso».
CON LE DONNE. Importanti esperienze anche nel basket femminile. «In serie A1 ho guidato sia il Viterbo che il Cus Chieti con il quale ho anche partecipato alla Coppa Ronchetti. Ottime giocatrici come Caselin, Adamoli e la Nemcova, su tutte la funambolica Bridget Pettis che ricordava parecchio Hollis e con la quale dovetti lavorare un po’ per metterla maggiormente al servizio della squadra».
STORIA RECENTE. La grande amicizia con Stefano Mancinelli, al quale dispensa consigli preziosi, e nell’estate del 2013, con la Proger Chieti in serie A2, arriva la chiamata del presidente Gianni Di Cosmo. «L’obiettivo era la salvezza e sono stato esonerato dopo aver conquistato, nonostante vari contrattempi, venti punti in altrettante partite. Non ne parlo volentieri. Ci sono rimasto davvero male».


L’ANEDDOTO. Un ricordo su tutti di una intensa carriera. «E’ legato ad un concentramento giovanile. L’allenatore del Latina, del quale non ricordo il nome, mi disse prima della partita che avevano avuto segnalazione di una mia vecchia squalifica invitandomi a non andare in panchina. Voleva vincere sul campo, insomma. Ecco, per me questo è lo sport. Rimasi in tribuna, la spuntammo dopo un supplementare e forse è stata la prima ed unica volta che un po’ ne rimasi dispiaciuto».
I PRONOSTICI. È primavera. Tempo di verdetti per diverse formazioni abruzzesi. «Ho visto spesso giocare il Roseto e credo che la salvezza sia vicina. Potrebbe essere raggiunta già al primo turno di play out nonostante la blasonata Virtus Roma sia squadra costruita con ambizioni diverse. In ogni caso, credo che la formazione di Di Paolantonio dovrebbe poi spuntarla, anche sfruttando il fattore campo, in una eventuale sfida con il Napoli, se cederà al Piacenza. Determinanti sia l’inserimento del play Carlino, sia il non cambiare allenatore nel momento più difficile. Nei play off di serie B penso che il Pescara di Stefano Rajola, persona preparata e intelligente, raggiungerà la semifinale per poi giocarsi le proprie carte in un raggruppamento nel quale i favori del pronostico sono per il San Severo guidato da Giorgio Salvemini. Compito non impossibile per il Campli comunque in grado, nel solco di una importante tradizione, di mettere assieme un’altra bella stagione. In serie C la Magic Chieti appare lanciata verso la fase nazionale per l’accesso in serie B. Molto dipenderà dallo spessore delle squadre che avrà di fronte. In ogni caso, in Abruzzo come altrove, ritengo siano finiti i tempi di "un uomo solo al comando". Necessaria, ormai, una calibrata programmazione da parte di un gruppo di forze economiche. Altrimenti non si va da nessuna parte».
Giuseppe Rendine
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