Volley

"Un 2015 con le palle per riuscire a vedere l'Ortona in Superlega"

La Sieco Impavida Ortona invia gli auguri di buon anno ai propri tifosi con lo slogan "Che sia un 2015 con le palle". E il tecnico Lanci: "Possiamo giocarcela con tutti"

ORTONA. C'è un girone alle spalle e un altro all'orizzonte. E' fine anno e anche per la Sieco Impavida Ortona è tempo di bilanci. Quello tecnico è positivo: secondo posto, in coabitazione con Corigliano, alle spalle della capolista Sora che ha due punti in più. Ancora più positivo è il bilancio per quel che riguarda l'entusiasmo dell'ambiente se si considera che nelle sei partite in casa il palasport ha fatto registrare il tutto esaurito e si è dimostrato piccolo per contenere la passione di una città che è tornata a vivere di pallavolo come negli anni Ottanta e Novanta. "Forse è proprio questo il dato che ci rende più orgogliosi", il pensiero di Nunzio Lanci che della Sieco Impavida è l'allenatore nonché uno dei tre proprietari con il papà Tommaso e il fratello Andrea, palleggiatore e capitano della squadra. "C'è un entusiasmo attorno a noi che ha dell'incredibile frutto di un progetto credibile e di un lavoro certosino che dirigenti e collaboratori portano avanti con passione e spirito di sacrificio. E poi la forte connotazione locale, sia all'interno dell'organico che dello staff tecnico. Difficile trovare altrove questo radicamento nel territorio".

Lanci, il secondo posto in classifica è quello che vi aspettavate?

«Per come sono andate le cose nel girone d'andata, penso che sia il risultato più giusto per quello che abbiamo fatto vedere in campo. Forse, Sora è stato più bravo a sfruttare le sue occasioni nell'ultima fase. Ma va bene così. Questo è un campionato equilibrato, il più livellato degli ultimi tre anni».

Alla Sieco è mancato un pizzico di continuità.

«In parte sì, forse è stato il limite della seconda fase del girone d'andata. Continuità che è mancata anche in allenamento per via di alcuni acciacchi fisici. Però, se si accettua la partita di Sora, siamo sempre andati a punti. E questo è un bel segnale».

Farete qualcosa sul mercato per migliorarvi?

«No, non sono previsti movimenti. Restiamo così».

La final four di coppa Italia da giocare a Chieti diventa un obiettivo importante?

«Certo, ce la vogliamo giocare fino alla fine consci delle nostre possibilità. Vogliamo arrivare fino in fondo».

Quali sono le sorprese di questo girone di andata?

«In negativo, per quanto riguarda i risultati, penso Vibo Valentia che ha chiuso al settimo posto e che era partito con ben altre ambizioni. Ma ora ha cambiato allenatore e sarà un cliente scomodo per tutti. In positivi direi Potenza Picena. E, per certi versi, noi. Pensavamo di fare un ottimo campionato, ma non così ad alti livelli. Per lunghi tratti siamo stati in vetta alla classifica. Ricordo che la nostra è una squadra che ha cambiato molto in estate e nella pallavolo si vince con il collettivo che va costruito con il lavoro».

Che voto darebbe alla sua Sieco?

«Un bell'otto».

Finora, la Sieco si è espressa al massimo?

«No, abbiamo ampio margini di miglioramento. Ad esempio, dobbiamo ancora vedere all'opera il miglior Cisolla».

La coppa Italia da giocare a Chieti potrebbe essere la prova generale di una Superlega da giocare in trasferta?

«In teoria sì. In pratica, vedremo…».

Sabato ripartirete da Vibo Valentia che ha cambiato allenatore: via De Giorgi, squadra a Monti.

«Peggio di così non ci poteva andare, nel senso che dopo un cambio di allenatore tutti i giocatori sono stimolati a dare il massimo. E Vibo è una squadra composta da grandi individualità. Detto ciò, Monti è un signor allenatore, uno che ha fatto la gavetta e che ha disputato finali scudetto».

Quindi?

«Ce la giocheremo come al solito. Anche alla prima d'andata ci davano tutti per spacciati, poi sapete tutti come è andata a finire (3-0 per la Sieco, ndr)».

Cisolla ci sarà?

«E' stato fermo due partite. Vediamo come reagisce agli allenamenti e decideremo insieme. Di certo, lui ci tiene a giocare a Vibo visto che è un ex».

Scusi, ma lei scommetterebbe di tasca sua sulla Sieco promossa in Superlega?

«E perché no? Il campionato ha dimostrato che ce la possiamo giocare con tutti. Sora ha un grande organico, ma ha pregi e difetti come noi. E poi non bisogna dimenticare due cose…».

Quali?

«Che ora inizia un altro campionato con Vibo Valentia che sarà una scheggia impazzita. E che la promozione si assegnerà ai play off. Sarà una maratona da qui alla finale promozione. E solitamente i play off sono un torneo a parte con tensioni ed emozioni diverse».

Ha detto di Cisolla, chi altro ha margini di miglioramento nella Sieco?

«Tutti. Da De Paola allo stesso Michalovic che è il miglior cannoniere della serie A2, passando per gli altri componenti della rosa».

Di Meo è stata una nota lieta, finora.

«Pietro non lo scopriamo adesso. Tra l’altro, è stato anche sfortunato per via dell’infortunio. So quello che può dare».

Che cosa è stato finora Cisolla per la Sieco?

«Un esempio, in campo e fuori. Ci sta conquistando con la semplicità di un campione».

@roccocoletti1

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