Brucchi: regia occulta sul teatro romano

Il sindaco accusa Pannella e Teramo Nostra di boicottare il recupero del monumento

 TERAMO. Chi dice che il teatro romano sia un monumento morto e inutilizzato da secoli si sbaglia. In quell'anfiteatro di epoca augustea che il Comune vuole recuperare va in scena un giallo il cui regista sarebbe un «personaggio occulto». Uno che non vuole il restauro dell'opera e che usa Marco Pannella e l'associazione Teramo Nostra per «attacchi pretestuosi» al Comune. Ma a svelare il finale e il nome del misterioso regista saranno gli esposti ai giudici.  Chi parla è Maurizio Brucchi. Sette giorni di accuse sul Teatro romano innescano la rabbia del sindaco.  E' un tema importante per Teramo: parliamo di un monumento fatiscente, di un appalto che sfiora i cinque milioni di euro e di due esposti, alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti, che portano le firme di Pannella e di Piero Chiarini (Teramo Nostra) e che chiedono ai giudici ordinari e contabili di indagare per "deturpamento di bellezze architettoniche" e su un presunto maxi spreco denaro pubblico.  «Ma sono solo attacchi pretestuosi. Ed io non ci sto», esordisce Brucchi, a una settimana esatta dalla sua testimonianza fiume davanti al pubblico ministero Laura Colica che conduce una delle due inchieste in corso.  «Gli esposti mi vanno bene perché faranno finalmente chiarezza. Ma voglio denunciare ai teramani l'esistenza del tentativo di qualcuno di non farmi portare avanti il progetto di recupero del teatro romano».  Il sindaco tira in ballo senza mezze misure i pannelliani e l'associazione di Chiarini ed è a questo punto che afferma che dietro di loro ci sarebbe in realtà una «regia occulta». Poi rievoca il Lotto zero, le battaglie di Pannella contro l'opera pubblica, tutti gli anni persi ed evoca Gian Battista Vico: «Corsi e ricorsi storici, non vi sembra strano?». E continua: «A chi mi accusa facendo leva solo su pretesti (le antiche pietre romane che non andrebbero temporaneamente spostate da via Paris, ndr) dico le che pubblica amministrazione parla con gli atti. E gli atti sono una delibera del consiglio comunale sul progetto di recupero approvata all'unanimità con il solo voto contrario di Siriano Cordoni (Idv); il sì della Regione e l'interesse sul recupero della struttura mostrato persino dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Risorse e volontà per salvare il teatro ora ci sono. Non capisco quindi i motivi degli attacchi. Non li capisco e non ci sto. Così parlo dell'esistenza di una regia occulta alla quale rispondo con la mia determinazione ad andare avanti». Come?  Brucchi rivela che il Comune va verso l'accordo con la famiglia Salvoni per l'abbattimento di uno dei due immobili (l'altro è palazzo Adamoli acquistato dalla Regione dall'Immobiliare 11, ndr) che con il teatro augusteo non c'entrano nulla; quindi racconta dell'incontro avuto a Roma con Roberto Cecchi, sottosegretario ai Beni culturali al quale ha spiegato il progetto di recupero del Teatro romano, che è di proprietà del Comune, finanziato con 1,5 milioni di euro dalla Fondazione Tercas, per una somma identica attraverso fondi Fas e per il rimanente milione e mezzo dallo stesso ministero che non si tira indietro ma ha chiesto al sindaco di Teramo il cronoprogramma dell'opera di recupero portata avanti dal Comune. Tutto il resto, per Brucchi, sono solo accuse pretestuose: «Di chi in realtà non vuole salvare il gioiello della nostra città».

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