Chiodi vuole unire le Università per salvare l’Ateneo teramano

La fuga degli studenti dalle facoltà del rettore Tranquilli Leali fa scendere in campo la politica Il governatore fa la sua proposta, ma il Senato accademico risponde con una conferenza stampa

TERAMO. «Le università abruzzesi devono promuovere una fattiva collaborazione che riesca a traghettarle verso quel percorso federativo che sembra essere l'unico sbocco futuro». E' la federazione tra gli atenei abruzzesi la risposta che il governatore Gianni Chiodi auspica per risollevare le sorti dell'ateneo teramano, al centro in questi giorni del dibattito politico dopo i dati choc sul crollo degli iscritti. Chiodi ripropone dunque l'idea della federazione tra le tre università della regione e lo fa “infilando” l'auspicio tra le ultime righe di un comunicato stampa con il quale assicura e ribadisce, prima di ogni altra cosa, «tutto il sostegno necessario» all'ateneo della sua città. Ma al di là del messaggio di sostegno la strada indicata dal presidente sembra molto chiara e il messaggio non può che essere indirizzato al rettore, la professoressa Rita Tranquilli Leali, che più volte si è detta contraria all'idea di unire i tre poli accademici abruzzesi. Il rettore risponde convocando per mercoledì una conferenza stampa con il senato accademico. Lo ha deciso dopo la presa di posizione del sindaco, Maurizio Brucchi che, senza coinvolgere preventivamente il rettore, ha varato l'idea di un tavolo tecnico per il rilancio dell'ateneo. E anche l'auspicio di Chiodi sembra andare in questa direzione. Per il presidente quello di Teramo rimane comunque «un ateneo modello tra quelli di piccole dimensioni» e il calo di iscritti sarebbe solo «un fenomeno generalizzato in tutta Italia che da solo non giustifica la paventata ipotesi di ridimensionamento».

A difesa dell'ateneo teramano si è levata ieri anche la voce del segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio che ha ribadito come sia compito di tutte le istituzioni e forze politiche difendere l'ateneo. «Non è il momento di polemiche sterili – ha aggiunto Verrocchio – ma di unità e di coraggio delle scelte. In ballo c'è lo sviluppo strategico del nostro territorio. Bene ha fatto il sindaco di Teramo Brucchi a convocare un tavolo tecnico: ora auspico che il Comune, la Provincia e la Regione vengano nelle rispettive aule per riferire con cadenza periodica delle questioni che emergeranno dal confronto del tavolo».

Il tavolo tecnico lanciato da Brucchi ha registrato ieri anche la prima critica ufficiale. E' quella del presidente dell'Unione dei Comuni della Val Vibrata, Alberto Pompizi, che ha rivolto un appello al sindaco affinchè «sia offerta la possibilità di collaborazione anche dei rappresentati della Val Vibrata ingiustamente esclusi dal tavolo. La Val Vibrata è quella che produce più del 40% del reddito della provincia» ha detto Pompizi «ha le carte in regola per partecipare al tavolo di lavoro per il rilancio dell'università».

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