TERAMO

Finto messaggio su Whatsapp: ecco la nuova truffa agli anziani

I criminali si fingono familiari che hanno perso il telefono e che hanno bisogno di soldi per emergenze

TERAMO Messo in guardia da campagne di prevenzione truffe delle forze dell'ordine, un anziano segnala ai carabinieri teramani l'ultimo raggiro che corre su Whatsapp. E così il comando provinciale dei carabinieri di Teramo, in prima fila con serrate campagne di prevenzione contro le truffe agli anziani, scopre il meccanismo dell'ultima truffa e ne sventa tre tentativi. 

Le ultime modalità operative messe a segno dai truffatori consistono nel contattare direttamente tramite Whatsapp. «Ciao mamma mi è caduto il telefono, questo è il mio nuovo numero» con tanto di richiesta di soldi per l’emergenza: con questa frase o una simile inizia la nuova truffa Whatsapp che prende di mira non solo anziani ma anche genitori di figli adolescenti o che vivono fuori città.

«È una tipica truffa di phishing, in cui un cybercriminale si procura un database con migliaia di numeri di telefono e invia un messaggio in massa a tutti i numeri in rubrica sperando che qualcuno venga adescato», spiegano i militari del comando provinciale, «purtroppo, la truffa è tanto semplice quanto efficace e le vittime sono quasi sempre persone anziane o poco abituate a usare le nuove tecnologie. La vittima, ad esempio un signore anziano, riceve un messaggio su Whatsapp da uno sconosciuto che afferma di essere suo figlio e che, per qualche motivo, non ha più accesso al suo numero di telefono (lo smartphone non funziona, è stato oggetto di furto o qualche altro motivo plausibile). La conversazione continua e il criminale che nell’occasione si finge parente scrive di trovarsi in una situazione di emergenza e di aver bisogno urgente di denaro, che, per altre ragioni, non può prelevare. Il criminale chiede al genitore di effettuare un bonifico istantaneo».

La vittima, costretta dall’urgenza e poco abituata a riconoscere questa tipologia di truffa, cade nel tranello e invia il bonifico sul conto di una terza persona (anche in questo caso, il criminale inventa un motivo plausibile per giustificare di non avere accesso al proprio conto o a quello della propria carta di credito). Siccome il bonifico è istantaneo, il denaro viene prelevato subito in contanti dal truffatore.

I truffatori fanno leva, in particolare, su un meccanismo psicologico: lo stato di necessità e di urgenza della finta vittima nei confronti del genitore con la frase tipica: «Suo figlio si trova in difficoltà e se non fa subito un bonifico, potrebbe avere dei problemi seri». I carabinieri, inoltre, invitano a fare attenzione alle parole perché queste operazioni vengono realizzate da organizzazioni straniere, per cui i messaggi sono scritti male, soprattutto in riferimento alle risposte fornite alla vittima. Così dopo falsi parenti, falsi avvocati, falsi tecnici del gas, falsi caldaisti, falsi assicuratori arriva il finto messaggio su Whatsapp. Un tentativo di truffa che a Teramo, almeno per il momento, è stato scoperto e sventato.