Gettò un 15enne dagli spalti Condannato tifoso teramano

Otto mesi all’uomo che avrebbe scaraventato il ragazzino in una lite allo stadio durante la partita Teramo-Rimini. L’imputato nega l’accusa e forse farà appello

TERAMO. Una discussione banale, qualche parola di troppo per visioni diverse sulla partita di calcio. Poi quel gesto di violenza insensata, con il quale Cristian Scarpiello, di 43 anni, tifoso del Teramo calcio, avrebbe sollevato e scaraventato giù dagli spalti un ragazzino di appena 15 anni. Un gesto che nei gli è costato una condanna ad otto mesi per lesioni davanti al giudice monocratico Giovanni Spinosa, che lo ha invece assolto dall’accusa di violenza privata con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Ma non solo. Perché nella stessa sentenza il tribunale ha condannato l’uomo anche al risarcimento dei danni e ad una provvisionale di 10mila euro. I fatti contestati all’uomo, difeso dall’avvocato Nello Di Sabatino, risalgono al maggio del 2011, con la vicenda che si sarebbe consumata in pochi istanti durante un incontro di calcio tra Teramo e Rimini per i play-off di serie D. Secondo la versione fornita all’epoca dalla polizia, Scarpiello e la vittima si trovavano sulle gradinate dello stadio di Piano d’Accio, nella curva riservata ai tifosi teramani. Ad un tratto tra i due, che si conoscevano appena, sarebbe nata una discussione, presumibilmente per questioni calcistiche. Discussione che sarebbe terminata con il 43enne che, secondo l’accusa, avrebbe sollevato di peso il ragazzino per poi lanciarlo dalla gradinata, provocandogli una frattura al capitello radiale con una prognosi di trenta giorni. All’epoca il presunto aggressore fu identificato dalla Digos attraverso delle riprese video effettuate dal sistema di telecamere a circuito chiuso dello stadio.

A Scarpiello venne imposto il divieto d’ingresso negli impianti sportivi e finì nel registro degli indagati con le accuse di violenza privata e lesioni. Accuse che avevano retto di fronte al gup Domenico Canosa, che lo aveva rinviato a giudizio su richiesta del pm Davide Rosati. Ma nel corso del processo l’accusa di violenza privata si è sgretolata e l’uomo condannato solo per lesioni. Scarpiello nel corso dell’intero procedimento ha sempre negato ogni responsabilità, sostenendo di non essere stato lui a gettare il ragazzino giù dagli spalti. Una versione che però non ha convinto il giudice, che lo ha condannato ad otto mesi. La vittima, che oggi è poco più che maggiorenne, si era costituita parte civile tramite la madre. Adesso non è escluso che, una volta depositate le motivazioni, il tifoso teramano proponga ricorso in appello. (al.mar.)

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