Malattia da gioco: Teramo terza provincia più colpita

Grande folla al convegno voluto dall’assessore D’Ignazio. Gli esperti mettono in guardia dai rischi i giovani

TERAMO. Riconoscere il fenomeno per arginarlo, perchè la dipendenza da gioco patologico si sta diffondendo come un'epidemia. Sono dati da non sottovalutare quelli emersi ieri mattina durante il convegno "Le nuove dipendenze" organizzato al Parco della scienza dall'associazione culturale Maurice Ravel, con il patrocinio del Comune di Teramo e della Asl. Stando a rilevazioni del 2010 infatti Teramo ha raggiunto primati preoccupanti: la provincia abruzzese sarebbe al terzo posto in Italia per questa patologia. I dati regionali invece raccontano di una spesa annuale per cittadino pari a 1.800 euro tra bingo, slot machine e gratta e vinci. E questi numeri negli ultimi anni sarebbero in crescita considerando l'aumento della disoccupazione e le difficoltà economiche che investono sempre più famiglie. Violenze, usura e suicidi: queste alcune conseguenze del fenomeno, che essendo nuovo e poco conosciuto, finora non ha avuto risposte coordinate ed efficaci.

L'incontro di ieri mattina è stato dunque una sorta di valigia di pronto soccorso, una cassetta degli attrezzi per aiutare gli operatori del settore a riconoscere i sintomi, a indirizzare i malati di gioco nelle giuste strutture e a creare una rete di servizi. In provincia di Teramo punto di riferimento per queste nuove patologie è il Sert di Giulianova di via Turati. Tuttavia il convegno aveva anche un secondo obiettivo, quello di sensibilizzare le nuove generazioni (presenti dunque in sala molti studenti), visto che gli adolescenti risultano una delle fasce più vulnerabili al gioco patologico insieme agli anziani: i primi quando hanno propensione al rischio, problemi scolastici e scarso controllo familiare, mentre i secondi se privi di stimoli e di una forte rete sociale.

Tanti gli interventi che si sono succeduti durante la mattinata, che ha visto anche la partecipazione dell'Associazione sordi italiani, che ha seguito i lavori grazie alla traduzione di interpreti Lis. Le relazioni, coordinate da Giorgio D'Ignazio, nella doppia veste di assessore comunale alle politiche sociali e presidente dell'associazione Ravel, sono state aperte da Valerio Profeta, responsabile del Sert provinciale. Sono intervenuti quindi Gaetano Ruggieri, psicologo e psicoterapeuta, Monica Mazza, psicologa e docente all'Università dell'Aquila, Massimiliano Ettorre, assistente sociale al Comune di Teramo, e Valeria Cerqueti, responsabile dell'Ente d'ambito sociale.

Dopo l'acuta osservazione di uno studente che ha rilevato la contraddizione alla base del problema, ossia come i giochi che provocano dipendenza siano di fatto gestiti dallo Stato, D'Ignazio ha chiuso il convegno denunciando la presenza di distributori automatici di gratta e vinci anche nei centri commerciali e proposto di fatto, come prima soluzione pratica, quella di limitare il facile accesso a queste tipologie di giochi.

Emanuela Michini

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