Maloni vince la causa dopo 22 anni

Sant'Egidio, l'industriale delle camicie riammesso in azienda dai giudici
SANT'EGIDIO. Ha dovuto aspettare 22 anni prima che il tribunale gli desse ragione sancendo che non poteva essere escluso dal socio con il quale, allora, portava avanti un'importante azienda di abbigliamento. È accaduto a Gabriele Maloni, 75 anni, notissimo imprenditore di Sant'Egidio, che con la sua Lavis realizza tuttora camicie esportate in tutto il mondo. All'epoca - è il 1989, tempi di boom economico per la Val Vibrata - Maloni è socio accomandante (con il 42,5% del capitale sociale) della Confezioni Baronet Sas, un'azienda con 80 dipendenti che produce camicie militari per conto dello Stato e il cui amministratore e socio accomandatario è Daniele Lepore, un commercialista di Sant'Egidio. Nell'agosto dell'89 Lepore convoca un'assemblea dei soci ed estromette Maloni dalla compagine societaria, adducendo come motivazione pretese ingerenze di Maloni nella gestione sociale. Maloni cita in giudizio Lepore sostenendo la strumentalità e pretestuosità dell'esclusione e rileva anche una serie di irregolarità commesse dall'amministratore. Comincia così una causa che, vista la sua durata, di civile ha solo il nome. Nel 1991 il tribunale autorizza il sequestro conservativo a favore di Maloni di beni e somme della Baronet per complessivi 300 milioni di lire. Bisogna arrivare al 1998 perché il tribunale rigetti le eccezioni della difesa di Lepore, che chiedeva l'estinzione del procedimento. L'istruttoria dura dal '98 al 2010, quando si arriva all'udienza di precisazione delle conclusioni. Qui Maloni chiede di dichiarare nulla e inefficace la delibera con la quale veniva estromesso dalla società, di riavere la propria quota e di dichiarare che Lepore ha pregiudicato la situazione economico-patrimoniale della Baronet, condannandolo a rifondergli i danni. Con sentenza del 30 novembre scorso, il tribunale civile di Teramo accoglie in parte la domanda di Maloni: revoca la sua delibera di esclusione, ma rigetta l'azione di risarcimento danni da lui proposta contro Lepore e dichiara inefficace il sequestro conservativo concessogli in corso di causa. Gabriele Maloni, quasi un quarto di secolo dopo, può dunque rientrare nella Baronet. Ma per lui è una soddisfazione più morale che economica. Nel frattempo, infatti, Lepore ha venduto l'azienda, che ha cessato l'attività ed è stata messa in liquidazione. Dei grossi esborsi (si parla di oltre due miliardi di lire) sostenuti all'epoca, Maloni forse riuscirà a raccogliere qualche briciola. «Non ho ritrovato niente», dice l'industriale, «ma continuo la mia battaglia per vedere pienamente riconosciuti i miei diritti. Sperando che, stavolta, il tribunale sia più celere». (d.v.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

