Roseto, ombrelloni nella riserva del Borsacchio: è polemica

Il dirigente del Comune dà parere negativo ma la giunta autorizza anche se con delle prescrizioni. Protestano Borgatti e Pio Rapagnà

ROSETO. Una ditta chiede il permesso della posa ombrelloni in un tratto di spiaggia che rientra all’interno della riserva Borsacchio, il dirigente comunale dà parere negativo, la giunta invece lo concede. Questo è bastato per scatenare la reazione di associazioni ambientaliste e singoli cittadini, preoccupati per la sorte dell’uccello fratino, esemplare di specie protetta che nidifica proprio nella zona in questione.

Il punto centrale della vicenda è: si possono piantare ombrelloni in quel tratto di costa? Sì, secondo le regole attualmente in vigore, visto che in base alle norme transitorie non è esclusa l’installazione di ombreggiature. Ed è proprio a questo articolo della legge regionale (n° 69 L.R. 6 2005) che fa riferimento l’amministrazione comunale nel motivare la concessione della posa ombrelloni. Va inoltre sottolineato che il parere favorevole rilasciato dal Comune è accompagnato da alcune prescrizioni, secondo le quali: dovrà essere verificato l’effettivo arretramento dell’arenile e la conseguente necessità di ampliamento del fronte di concessione; deve essere evitata ogni alterazione delle caratteristiche naturali della spiaggia e andrà verificata l’eventuale presenza sui luoghi di specie vegetali spontanee o di nidificazioni di specie protette, mentre la pulizia della spiaggia andrà effettuata senza l’uso di mezzi meccanici.

L’ex candidato sindaco Marco Borgatti si è però rivolto alla Regione facendo notare che all’interno della riserva sono vietati alcuni interventi, tra cui “l’alterazione delle caratteristiche naturali”, messe a rischio, asuo giudizio, dagli ombrelloni piantati nella sabbia. «Porto a vostra conoscenza», si legge inoltre nella nota che Borgatti ha inviato alla Regione, «che è in corso dal 2013 un progetto denominato “Salva fratino” portato avanti dal Wwf e dalla Soa Abruzzo. Tale progetto ha individuato, proprio in zone prossime alla concessione rilasciata, dei nidi di fratino che, come noto, è una specie abitudinaria per quanto riguarda i siti di riproduzione».

«Ecco che tutti i nodi vengono al pettine», interviene Pio Rapagnà a nome dell’associazione Città per Vivere, «e si dimostra con gli atti amministrativi conseguenti come non sia stata affatto disinteressata la decisione assunta concordemente dai Comuni di Roseto e Giulianova e dal consiglio regionale con la legge di riperimetrazione del 26 giugno del 2012, con la quale vennero escluse dal nuovo perimetro della Riserva Borsacchio diverse zone di particolare pregio ambientale e naturalistico».

Federico Centola

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