Teramo, bancarotta da 15 milioni e fondi da CiproI giudici: Curti e Di Pietro devono restare in carcere

Dopo il tribunale del Riesame, anche i giudici della Corte d'Appello dell'Aquila ha respinto il ricorso presentato dai due imprenditori arrestati a fine gennaio per una bancarotta da 15 milioni

TERAMO. Crac Di Pietro: restano in carcere gli imprenditori Guido Curti e Maurizio Di Pietro, arrestati a fine gennaio per una bancarotta da 15 milioni. I giudici della Corte d'Appello dell'Aquila questa mattina hanno respinto il ricorso presentato dal difensore Cataldo Mariano contro il terzo no alla scarcerazione del gip Marina Tommolini secondo cui permangono ancora le gravi esigenze cautelari. Le motivazioni del provvedimento saranno rese note nei prossimi giorni. Stessa cosa aveva fatto qualche mese fa il tribunale del Riesame. Il 4 maggio il caso finirà all'esame della Cassazione: in quella data saranno i giudici della Suprema corte a dover esaminare il ricorso presentato dalla difesa. (d.p.)

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