Bud Spencer (commissario Rizzo) e l'indimenticato Enzo Cannavale nel ruolo del maresciallo Caputo in un film su Piedone lo sbirro (Piedone d'Egitto)

TERAMO

Truffe sventate, una era del falso commissario Rizzo di "Piedone lo sbirro"

Le tecniche adoperate via telefonate e/o via Sms per carpire dati essenziali di pagamenti. L'allerta della polizia postale

TERAMO. Le truffe on line sono sempre dietro l'angolo e l'attenzione deve essere sempre massima. In Abruzzo nelle ultime settimane la Polizia postale ne ha sventate due. In uno dei casi un presunto operatore della Sezione operativa per la Sicurezza cibernetica della Polpost dell'Aquila, qualificatosi come "commissario Rizzo" (dal nome del personaggio cinematografico interpretato da Bud Spencer nei film polizieschi di Piedone lo sbirro), ha tentato il raggiro ma il destinatario della telefonata ha interrotto la comunicazione ed ha subito contattato la Polizia postale vera che è intervenuta tempestivamente.

I truffatori hanno utilizzato le tecniche dello smishing e del vishing che consentono di appropriarsi dei dati finanziari e sensibili delle vittime inducendole a cliccare su un link allegato ad un messaggio e attraverso una telefonata.

Più in particolare, nello smishing, i messaggi sms - che avvisano di presunti accessi non autorizzati o movimenti sospetti sul conto - sono provenienti da mittenti apparentemente attendibili (banca, poste o istituto di credito delle possibili vittime), spesso con allegato un link che reindirizza ad un sito "clone", del tutto simile a quella ufficiale, dove però i dati inseriti vengono carpiti illegalmente.

Nel vishing (che può anche essere abbinato allo smishing) invece, i truffatori - che si presentano come dipendenti dell'istituto di credito o appartenenti alla Polizia postale o ad altre forze dell'ordine - contattano le vittime per avvisarle di movimenti sospetti o accessi abusivi al conto corrente ed esortarle a spostare velocemente quanto depositato su un conto definito "sicuro" con la promessa che successivamente il denaro gli verrà restituito mediante bonifico.

In tutti questi casi l'utente è spesso tratto in inganno dal fatto che il numero di telefono da cui proviene la chiamata o il messaggio e' effettivamente corrispondente a quello della banca o dell'ufficio di polizia presente sul territorio. Ciò avviene attraverso "Spoofing": una tecnica che consente di inviare Sms ed effettuare telefonate di tipo VoIP (Voice over Internet Protocol), mediante personal computer e altri dispositivi informatici potendo scegliere liberamente il numero di telefono che apparirà sul display del dispositivo ricevente.

La polizia ricorda che banche, poste o istituti di credito non utilizzano mai Ssm, mail o telefonate per richiedere ai clienti dati personali credenziali di accesso o informazioni urgenti In caso di dubbi su presunti movimenti sul proprio conto, contattare direttamente l'istituto di credito.

Allo stesso modo, in nessun caso bisogna cliccare su link allegati a messaggi o e-mail anche se apparentemente provenienti da mittenti attendibili ma in caso accedere ai servizi attraverso app scaricate dalle piattaforme ufficiali o siti Internet raggiunti digitando le uri direttamente sulle barre di indirizzo del proprio browser.