AVEZZANO

Patate, prezzi alle stelle a causa del maltempo

La produzione cala del 30% e il costo sale. E sull'assenza di fondi per ristorare i danni agricoli tuona il senatore Pd Fina: "Scientifica disattenzione verso la Marsica". La risposta della Regione: "Sul Fucino siamo concentrati con atti ed azioni concrete, non ultima la richiesta di calamità naturale"

AVEZZANO. La produzione di patate cala a causa del maltempo e il prezzo schizza alle stelle.

Secondo il presidente di Confagricoltura Abruzzo Fabrizio Lobene "la produzione di patate nel Fucino è diminuita del 30%". Colpa del maltempo nei primi mesi estivi che ha fatto slittare tutto il sistema produttivo con il raddoppio dei costi. Intanto i prezzi delle patate schizzano da 0,23 euro al chilo di luglio 2022, a 0,55 al chilo, oggi all'ingrosso; mentre al banco i prezzi sono arrivati a quasi 2 euro al chilo.

Tutti i prezzi degli ortaggi sono tendenzialmente lievitati negli ultimi tre mesi: le carote nel mese di giugno hanno toccato 1,30 euro al chilo all'ingrosso oggi sceso a 0,85 al chilo, vendute al banco a quasi 1,50 al chilo; i finocchi invece hanno raggiunto il record a 3 euro al chilo all'ingrosso, nel mese di giugno oggi invece a 1,60 al chilo all'ingrosso, venduti al banco a circa 2,5 euro al chilo.

E sull'assenza di fondi per il maltempo interviene il senatore Pd Michele Fina. “E’ da tempo che denunciamo l’esistenza e la gravità di una vera e propria ‘questione Marsica’, determinata più che dalla cronica, dalla scientifica disattenzione della filiera di Fratelli d’Italia, dal governo nazionale a quello regionale, nei riguardi di questa centralissima, a cominciare dal punto di vista economico, area abruzzese. Ma credo che le notizie di queste ore vadano persino al di là del comune senso del pudore”.

Fina sottolinea che “scegliere di non dare nemmeno un euro, nell’ambito di una procedura istruita dalla Regione che approda a Palazzo Chigi, per ristorare anche solo in minima parte i gravi danni subiti da un territorio come quello del Fucino che, riferendosi solo all’agricoltura, è strategico per l’economia non solo dell’Abruzzo ma di tutto il Paese, è più che sintomo, è prova e conferma di un accanimento. Si somma al blocco totale dell’iter per la realizzazione dell’impianto irriguo – un pasticcio di portata epocale, visto che si è riusciti, o si è voluto, annullare i finanziamenti ottenuti dalla precedente Giunta regionale – al collasso del tribunale di Avezzano, appeso a una mini–proroga e all’assoluta inconsistenza degli atti legislativi approvati per fare fronte all’emergenza personale, alla situazione critica in cui versa la sanità, tra denunce di disservizi che sono state la costante della gestione di questi anni e il grave declassamento subito dall’ospedale di Tagliacozzo”.

Nel giro di poche ore è arrivata la risposta a Fina da parte del presidente della giunta regionale Marco Marsilio e dell'assessore Emanuele Imprudente: "Non si faccia confusione tra dissesto e danni alle colture, sono stati posti in essere atti e azioni concrete a tutela del comparto come la richiesta dello stato di calamità". Marsilio e Imprudente parlano di strumentalizzazioni e sottolineano: "La dichiarazione dello ‘stato di emergenza’ da parte del governo nazionale per le province di Teramo, Chieti e Pescara, è relativa ai danni, segnalati dai Comuni alla Protezione civile regionale, generati dal dissesto idrogeologico e non a quelli causati dal maltempo al settore agricolo. Sui quali, soprattutto per quanto riguarda il Fucino, siamo concentrati con atti ed azioni concrete, non ultima la richiesta di calamità naturale".