Emergenza smog a Pescara, caldaie delle case nel mirino: maxi appalto del Comune

Piano dell’amministrazione per finanziare le sostituzioni dei vecchi impianti. L’assessore Scotolati annuncia: subito un incontro con amministratori inquilini e imprese per far partire il nostro progetto

PESCARA. Un maxi appalto del Comune per le caldaie dei condomini. Con la città finita ancora una volta sotto una cappa di smog, il Comune annuncia una proposta che, entro la prossima settimana, sarà presentata agli amministratori dei condomini, ai rappresentanti degli inquilini, delle imprese e degli artigiani. Un piano che il Centro è già in grado di anticipare: non si sa ancora la data precisa dell’incontro, ma pare certo che entro il 2 dicembre prossimo, il sindaco Pd Marco Alessandrini e l’assessore all’Ambiente Loredana Scotolati convocheranno in Comune gli amministratori, i delegati dell’Unione dei piccoli proprietari immobiliari (Uppi), i rappresentanti delle imprese dell’Ance e dell’Aniem e quelli degli artigiani con la Cna: un incontro per illustrare il progetto di un «finanziamento tramite terzi» per favorire la sostituzione delle caldaie troppo vecchie e che inquinano. Secondo i dati statistici, infatti, gli impianti per il riscaldamento privati incidono per il 50 per cento sul totale dell’inquinamento cittadino. «Le vecchie caldaie a gasolio e anche le stufe a legna rilasciano un particolato pesantissimo nell’atmosfera», dice l’assessore. Ma quello delle caldaie è anche il settore in cui è più difficile intervenire perché l’investimento ricade solo sui privati e, sottolinea l’assessore, «questo è un momento di crisi».

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Ma i dati sull’inquinamento, con le centraline che rilevano una qualità dell’aria da «scadente» a «pessima», impongono al Comune di fare qualcosa: il 1° febbraio scorso, durante un’altra emergenza smog, il sindaco annunciò in un consiglio comunale straordinario dedicato all’inquinamento «misure strutturali chiare e visibili». Sono passati 10 mesi e solo adesso, con un’altra ondata di inquinamento, si va a caccia dei rimedi anti-smog. «L’intenzione dell’amministrazione», dice Scotolati, da appena un mese alla guida dell’assessorato, «è avviare rapidamente un programma per arrivare alla firma di un protocollo d’intesa per il vivere sostenibile con gli amministratori, l’Uppi, l’Ance, l’Aniem e la Cna. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di far partire un programma di efficientamento energetico anche negli edifici privati».

Non sarà una svolta che produrrà risultati in un mese ma il primo passo di interventi a lungo termine: «Stiamo studiando la formula del finanziamento tramite terzi che consentirà agli inquilini di avere impianti più efficienti abbattendo subito l’inquinamento e di consumare meno risparmiando così sulle bollette». Il Comune farà da regista e senza sborsare fondi: un intermediario tra una ditta e i condomini. «Con una procedura di evidenza pubblica», spiega Scotolati, «sarà scelta una ditta che farà i lavori nei palazzi anticipando le spese. Gli inquilini rimborseranno questa impresa secondo un piano di ammortamento e otterranno gli sgravi fiscali legati all’efficientamento degli impianti termici. Nelle regioni del Nord, questa pratica sta diventando sempre più una consuetudine. Il Comune, però, può fare solo la parte del coordinatore visto che il campo di competenza dell’amministrazione è limitato agli edifici pubblici».

E assicura l’assessore che gli edifici del Comune sono già in regola con la normativa europea che prevede, a partire dal 1° gennaio 2017, contabilizzatori di calore e valvole termostatiche sui radiatori: «Il Comune vuole essere un esempio per i cittadini», dice Scotolati, «anzi, vorremmo che la città diventasse un esempio virtuoso per l’Abruzzo e fare da traino per le altre realtà territoriali». Quindi, in municipio, mai più termosifoni bollenti e finestre aperte: «La politica di riduzione dei costi ed efficientamento energetico degli edifici comunali ha già portato a 1.935 Certificati bianchi, cioè premi economici per le buone prassi ambientali, che entro i prossimi 5 anni garantiranno un introito di 210 mila euro attraverso la società Pescara Energia».

Ma in una città come Pescara il traffico resta una spina: «Stiamo lavorando per stilare un piano della mobilità. Il traffico è un problema che non si può eliminare, quindi, è necessario renderlo scorrevole. Sono favorevole alle domeniche ecologiche ma è necessario un cambio di mentalità». Significa che la soluzione non è a portata di mano e che, almeno fino a venerdì quando è prevista pioggia, a Pescara si respirerà aria inquinata.

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