Mare sporco, l’Aca a caccia di scarichi fognari abusivi a Pescara

Non si individua la causa dell’inquinamento nella zona intorno a Fosso Pretaro. Ora la ricerca si concentra sugli impianti fuorilegge. Incarico a un super esperto

PESCARA. Spunta l’ipotesi di uno scarico fognario abusivo al confine tra Pescara e Francavilla, dove da nove giorni è in vigore il divieto di balneazione. L’Aca sta proseguendo i controlli, ma finora non è stata individuata la vera causa che potrebbe aver determinato un innalzamento dei valori dei colibatteri nell’acqua.

E ora i tecnici stanno prendendo in considerazione anche l’ipotesi di impianti fuorilegge. «A questo punto non escludo nessuna possibilità», ha detto ieri l’amministratore dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre, «la causa potrebbe essere il depuratore, oppure una condotta sott’acqua, o uno scarico abusivo. O, addirittura, tutte e tre le cause insieme potrebbero aver determinato valori così alti».

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Insomma, non si riesce ad avere ancora la certezza su ciò che è accaduto nella zona intorno a Fosso Pretaro. Per questo l’Aca ha deciso di farsi aiutare da un super esperto. Si tratta di Lorenzo Giammattei, un biologo con un curriculum di tutto rispetto e con una grossa esperienza nel campo dei controlli delle acque reflue effettuati per conto di alcuni ministeri e della Regione.

L’Aca ha anche richiesto un aiuto all’Arta per effettuare dei controlli nel depuratore. «Le nostre analisi sulle acque reflue del depuratore», ha rivelato Di Baldassarre, «hanno sempre evidenziato valori al di sotto della norma».

Stesso discorso per la condotta sott’acqua, quella che va dal depuratore e arriva fino a 2 chilometri dalla costa. In un primo momento si era pensato che potesse essere quest’ultima la causa dell’inquinamento, visto che era stata individuata una fuoriuscita di acque reflue all’altezza degli scogli. Ma ora i tecnici dell’Aca non sembrano più tanto sicuri di questa ipotesi. Anche perché i filmati effettuati per ben due volte dai sub di una ditta di Vacri non mostrano con chiarezza le immagini, in quanto le riprese si sono svolte in un’acqua poco trasparente.

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Dunque, l’Arta dovrebbe cominciare a effettuare i primi prelievi nel depuratore lunedì prossimo. «Abbiamo incaricato l’Arta per avere un rilevamento ufficiale», ha fatto presente l’amministratore dell’Aca, «vogliamo verificare se le nostre analisi corrispondano a quelle dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale. Ovviamente, la loro collaborazione sarà volontaria».

I tecnici dell’Arta effettueranno campionamenti quotidiani delle acque reflue per un periodo di dieci giorni. Faranno poi delle valutazioni che trasmetteranno direttamente a Di Baldassarre.

Questo perché l’Aca, che gestisce il depuratore di Fosso Pretaro, vuole essere certa che non sia questa la causa dell’inquinamento. Il lavoro dei tecnici dell’azienda acquedottistica ora si concentrerà anche sulla ricerca di un’eventuale presenza di scarichi fognari abusivi nella zona tra Pescara e Francavilla, dove le analisi hanno evidenziato un’alta concentrazione di colibatteri.

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