La Banda larga fuori dalle industrie sì nelle aree rurali

La connessione veloce rimane un affare tra privati mentre la Regione sblocca il progetto nelle zone marginali
PESCARA. Con la crisi economica che non allenta la morsa, la soluzione per le imprese abruzzesi, lo ripetono in tanti, si basa sui concetti di innovazione e internazionalizzazione. Per innovare e per internazionalizzare, però, non si può prescindere dalle nuove tecnologie e dai sistemi di comunicazione e di trasmissione dei dati. Eppure, nell'era dei social network, della comunicazione istantanea e dei dati che viaggiano in tempo reale, le principali zone industriali dell'Abruzzo non sono servite dalla Banda larga, sinonimo di connessione Internet veloce.
La Banda larga, tanto per fare un esempio, non arriva neppure nell'area considerata il "polmone economico" della regione, cioé la Val di Sangro. Alle imprese abruzzesi si chiede di essere competitive e di aprirsi ai mercati esteri, ma, di fatto, le attività produttive in molti casi sono prive degli strumenti essenziali che consentono di comunicare e di rapportarsi con gli altri Paesi secondo i tempi e la rapidità che la società digitale impone.
Le aziende più grandi, quelle che ne hanno la forza, non rimangono a guardare e stanno stringendo accordi con i privati per dotarsi della tecnologia necessaria. Mentre l'Abruzzo resta una delle poche regioni ad essere "isolata" e mentre in altre realtà si sperimentano sistemi di connessione veloce a tariffe "sociali" anche nei piccoli comuni, il rischio è che quando le aree industriali potranno finalmente usufruire della banda larga, magari le tecnologie che rendono un'azienda competitiva saranno altre.
Secondo Confindustria nella tabella delle priorità della Regione le aree industriali devono essere al primo posto: «Lo abbiamo ripetuto centinaia di volte alla vecchia amministrazione, questa è la prima e l'ultima volta che lo diciamo alla nuova giunta», afferma il vicepresidente regionale degli industriali, Paolo Primavera: «Come facciamo a dire che le imprese devono essere competitive, se poi manca l'elemento essenziale, cioè la comunicazione?».
Uno dei primi provvedimenti del nuovo governo regionale riguarda proprio la Banda larga, ma solo nelle aree rurali. La Giunta, su proposta dell'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, ha approvato il progetto di estensione della banda ultra larga, con velocità a 30 mbps (in città, dove arriva la fibra ottica, si naviga fino a 100 mega), su aree che, in molti casi, non sarebbero mai state d'interesse per il settore privato. Obiettivi del progetto - promosso dagli assessorati all'Agricoltura e all'Informatica, in convenzione con la società Infratel del ministero dello Sviluppo economico, con un investimento di 25 milioni di euro - sono quelli di migliorare la competitività del sistema impresa e dello sviluppo nelle aree marginali, in cui si evidenzia il declino socio economico accompagnato da un progressivo invecchiamento e riduzione della popolazione. «In questo modo», osserva Pepe, «si realizza un'autostrada informatica vitale per le aziende. È un provvedimento molto apprezzato sia da Bruxelles che dal governo e condiviso dalle associazioni di categoria. In ogni caso», ammette l'assessore, «l'Abruzzo, sul fronte della banda larga e delle nuove tecnologie, ha ancora tanta strada da fare».
Lorenzo Dolce
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