Noi terra di spumanti? I primi test di mercato ci danno fiducia

I vitigni Pecorino-Montonico-Montepulciano in cima alle preferenze dei consumatori. E Citra punta sul progetto
PESCARA. Abruzzo terra di spumanti? Evidentemente sì, confermano i risultati finali dell'innovativo progetto di ricerca Abruzzo Dop che vede capofila Codice Citra di Ortona in sinergia con centro di ricerca Crivea e Università di Teramo, partner della cordata l'assessorato regionale all’Agricoltura Regione Abruzzo (Psr 2007/20013, Misura 124).
In attesa dei tempi tecnici per una cuvée Abruzzo a base Pecorino- Montonico- Montepulciano, i tre vitigni più rappresentativi della tradizione enologica abruzzese risultano in testa alle preferenze dei consumatori abruzzesi invitati ad esprimersi sul test di piacevolezza delle cinque rifermentazioni in bottiglia oggetto della ricerca. Cinque spumanti in progress da vitigni autoctoni abruzzesi, metodo classico, brut.
«Già dopo nove mesi», rivela Lino Olivastri, enologo responsabile del progetto, «dalla presa di spuma si percepiscono nettamente le caratteristiche dei rispettivi vitigni – Cococciola, Montepulciano, Montonico, Passerina e Pecorino- in armonia con le note tipiche del metodo champenoise (tradizionale espressione del Trentodoc e champagne, ndr)». «Alla luce dei risultati organolettici», aggiunge l’esperto, «una sosta sui lieviti per un tempo minimo di 36 mesi come previsto dal disciplinare Dop Abruzzo, sembra eccessivo. Si può dunque ipotizzare una sosta minima di 18 mesi come base di partenza per un'evoluzione appropriata, e di 36 mesi per il millesimato; tempi congrui per chi predilige spumanti con note meno evolute ma fruttate e floreali».
La sfida delle bollicine 100% Abruzzo sembra destinata a incontrare un numero crescente di seguaci. «Ottima bevilibilità, interesse da parte del mercato internazionale alla ricerca di tipicità, e un auspicato posizionamento di mercato adeguato ai tempi di affinamento del metodo classico», sintetizza Paolo Trimani scrittore enogastronomo.
«Con i risultati parziali a nove mesi di riposo in bottiglia oggi è un nuovo inizio per un prodotto di ricerca che esprime l'intera comunità vitivinicola abruzzese», sottolinea Valentino Di Campli, presidente Codice Citra, una delle più grandi realtà vitivinicole con i suoi tremila soci in provincia di Chieti, terreni dislocati dal greto del fiume Sangro all'areale pedemontano della Maiella: «Un'occasione per essere più competitivi potendo contare sulla nostra tradizione regionale, in questo caso il vino bianco abruzzese per lungo tempo venduto all'estero e utilizzato per produrre spumanti di prestigio».
«Il progetto Spumanti Abruzzo Dop è un cantiere volutamente aperto», aggiunge il giornalista Alessandro Bocchetti, «un percorso in evoluzione che incontra interesse crescente da parte delle aziende abruzzesi, artigianali e non». Un ulteriore sbocco commerciale per la produzione regionale. I nuovi spumanti Abruzzo Dop andranno a intercettare la generale predisposizione al crescente consumo di bollicine rispetto ai vini fermi. Con un conseguente significativo miglioramento della qualità delle produzioni locali.
Jolanda Ferrara
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