Rivolta contro il caro carburanti, il fronte si allarga alla Campania: occupati i caselli autostradali

19 Ottobre 2026

Tir e agricoltori risalgono lo stivale. In Calabria svuotati gli scaffali dei supermercati

PALMA CAMPANIA. I motori dei tir restano accesi, ma le ruote non girano. Al casello di Palma Campania gli autoarticolati sono inchiodati in colonna immobili come dei monoliti, un muro di lamiera contro il rincaro dei carburanti. La protesta è arrivata anche lì. Manca ancora molta strada per Roma, ma il confine della Campania sfondato dalla rivolta degli autotrasportatori ruba la scena come il passaggio del Rubicone. Tra i giganti della strada che paralizzano la carreggiata, le automobili sfilano a passo d’uomo, incanalate in un imbuto di fumo e d’attesa. Ma non c’è rabbia tra gli automobilisti in coda, piuttosto complicità, a trasformare anche lì un’arteria di transito della grande distribuzione in un’assemblea a cielo aperto. Così l’onda della protesta si increspa per le strade del Mezzogiorno.

Strade dove non sono più le merci a correre ma il grido d’aiuto degli autotrasportatori, arrivato dalla Puglia al Molise e alla Calabria fino a bussare, adesso, alle porte della Campania dove la protesta blocca da ieri i caselli dell’Irpinia e si dipana come le venature di un fiume: in Calabria i lavoratori della Fedralog manifestano da quattro giorni, gli agricoltori occupano le strade da una settimana. La viabilità vive costanti stravolgimenti, i presidi dei tir e dei trattori punteggiano tutti gli snodi viari fondamentali della regione. Questa mattina da Altamura (Bari) un corteo di 35 motrici ha iniziato la sua marcia verso il capoluogo pugliese: resterà in presidio finché non sarà ricevuto dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Dal governatore si attendono, come in altre parti del Mezzogiorno dove sta impazzando la protesta, misure straordinarie atte ad attenuare l’impatto dei rincari, anche se l’incontro più atteso, previsto per domani, è con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini.

A Scalea, nei principali supermercati della città, gli scaffali sono praticamente deserti: cassette vuote nel reparto ortofrutta, frigoriferi semivuoti, prodotti freschi introvabili. Diventa sempre più caldo il fronte calabrese, dove gli autotrasportatori e gli agricoltori che hanno animato la protesta hanno bloccato lo svincolo dell’autostrada A2 a Falerna, nel Lametino in provincia di Catanzaro, con code chilometriche. «Siamo stanchi e preoccupati», dicono i manifestanti, «ma non ci fermeremo. Attendiamo di sapere cosa dirà il ministro Salvini». Dalla Calabria arriva anche l’immagine simbolo della giornata di proteste di ieri: a Santa Maria del Cedro, comune di poco più di 5mila anime in provincia di Cosenza, il sindaco Ugo Vetere ha invitato la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo a far partecipare anche gli studenti alla protesta degli autotrasportatori Fedralog: «Gli scuolabus del nostro Comune», ha detto il primo cittadino, «accompagneranno gli alunni al presidio sulla Statale», disponendo poi la chiusura al pubblico del municipio nelle ore della protesta – invito rivolto anche ai commercianti della zona.

Consenso generale, unanime: ieri pomeriggio in strada, con gli autotrasportatori e gli agricoltori, si è riversata la popolazione in strada per sostenere la protesta, un cordone umano che si perdeva a vista d’occhio. E con le strade occupate e i serbatoi svuotati, gli scarsi approvvigionamenti dei supermercati generano un crescendo di reparti svuotati anche in Campania. Ora l’onda lunga della protesta contro il carovita sfonda l’argine di quel confine e arriva anche lungo l’asse strategico che collega Caserta a Salerno, dove corrono ogni giorno i mezzi della grande distribuzione che riforniscono il resto della regione. Anche lì, lungo la A30, autotrasportatori e agricoltori campani bloccano i caselli e gli svincoli contro il rincaro dei carburanti chiedendo al governo risposte e soluzioni immediate. Anche a Caianello i caselli autostradali sono stati nuovamente presidiati dagli autotrasportatori nel tratto casertano dell’A1 Roma-Napoli dove la viabilità è da ieri pomeriggio rallentata dalla presenza di circa quaranta mezzi pesanti.

Da Napoli è arrivata anche la risposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel capoluogo partenopeo per una serie di incontri istituzionali: «Il ministro Salvini ha convocato le associazioni degli autotrasportatori per ascoltare le loro istanze ed eventualmente presentare in Consiglio dei ministri altri provvedimenti oltre a quelli già realizzati per contenere il costo dei carburanti. Se saranno necessarie altre misure», ha spiegato, provando a tamponare le proteste, «le realizzeremo dopo la riunione». Ma soltanto una risposta concreta, domani, potrà fermare la forza d’urto di una rivolta che da giorni graffia l’asfalto e si arrampica su per lo stivale.

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