5 ottobre

Oggi, ma nel 1969, a Tokyo, nel quartiere Minato, l’emittente privata giapponese Fuji Tv mandava in onda “Lo starnuto” e “Un povero cagnaccio”, il primo dei 52 episodi, diviso in due parti e della durata complessiva di 25 minuti, dell’anime “Il mago pancione Etcì”, ideato da Tatsuo Yoshida, fondatore della Tatsunoko produzioni. Era imperniato sulle strampalate imprese della famiglia di geni pasticcioni capeggiata da Etcium, che viveva con la figlia Sbadiglio (nella foto, particolare, i due protagonisti insieme) e la moglie Singhiozzo dentro il vaso ritrovato in soffitta da Kancian e spuntava fuori ad ogni starnuto. L’ultima puntata nipponica verrà trasmessa il 27 settembre 1970. Nel Belpaese, invece, il cartone animato destinato a diventare di culto debutterà, il 18 gennaio 1983, alle 17.25, sulla regionale Telesanterno.
Tivvù generalista d'avanguardia appartenente al consorzio nazionale Euro tv, con sede a Castel Maggiore, nel bolognese, di proprietà di Rossano Belleli, avente come bacino d’utenza la Romagna e buona parte dell’Emilia. La sigla italiana sarà scritta, composta e arrangiata dal bassista Mario Scotti, in sodalizio con Lucio Macchiarella, e verrà cantata dai figli Andrea e Sabrina Scotti, prodotta da Flavio Carraresi, distribuita dall’etichetta discografica romana Rca italiana. Il refrain del ritornello “Aulì aulè tulilem blem blù”, che rievocherà la formula magica utilizzata dal bizzarro e piagnucolone illusionista panciuto, diverrà immortale per la generazione dei piccoli telespettatori dello Stivale. L’accattivante motivo sarà, verosimilmente, ripreso dalla canzone di Adriano Celentano “Aulì-Ulè”, contenuta nel b-side del singolo “24mila baci”, rilasciato nel 1961 dalla Jolly.
Frammisto al successo “Tulilem blem blu” del Trio Lescano, composto dalle sorelle Alessandra, Giuditta e Caterina nate all’Aja e trapiantate a Torino, risalente al 1937. L’adattamento dei dialoghi nella lingua di Dante Alighieri sarà curato da Bianca Toso mentre Giovanni Brusatori sarà il direttore del doppiaggio. Tra coloro che metteranno la propria voce al servizio dell’intrapresa figurerà anche Luigia “Liù” Bosisio che, nel 1975 e nel 1976, aveva già ricoperto il ruolo della prima “Pina” nei film “Fantozzi” e “Il secondo tragico Fantozzi”, per la regia di Luciano Salce, con Paolo Villaggio.
