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6 ottobre

6 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1800, a Thiesi, in provincia di Sassari, nel regno di Sardegna appartenente agli Stati sabaudi dal 20 febbraio 1720, l’esercito di Giuseppe Benedetto di Savoia, conte di Moriana nonché governatore del sassarese per conto di Carlo Emanuele IV di Savoia, affidato al cavaliere Antonio Grondona, coadiuvato da banditi in attesa dell’amnistia, forte di 1500 armati, attaccava la resistenza locale antifeudale, composta da 800 uomini, uccidendo 16 civili e ferendone 32. L'episodio passerà alla storia come “Sa die de s’atacu”, ovvero “Il giorno dell’attacco”. Venivano anche imprigionati 23 malcapitati che saranno impiccati a “Mesus e Giagas”, il 27 febbraio 1801 (nella foto, particolare, dipinto murario commemorativo delle forche).

L’insurrezione era di stampo antimonarchico ed era scaturita soprattutto quale protesta contro l’esosità fiscale imposta da Antonio Manca, duca dell’Asinara. Il malcontento dei tiesini contro il potere piemontese era montato il 23 settembre precedente. Ma andando a ritroso, sempre nello stesso abitato, c’era stato un tentativo d’affrancarsi già il 24 novembre 1795. Cercando di coinvolgere i residenti del circondario. Poi, sempre a Thiesi, era seguito il pronunciamento del 19 marzo 1796. Ma entrambe le occasioni non avevano prodotto risultati degni di nota. Anzi, Giovanni Maria Angioy, figura di spicco dell’autonomismo, era stato costretto a riparare a Genova. E la sua formazione antisavoiarda era stata dispersa nel tentativo di normalizzare la situazione nel Meilogu.

Thiesi riuscirà a riscattarsi dal controllo della famiglia Manca, risalente al 18 luglio 1436 nell’ambito del marchesato di Montemaggiore, il 26 febbraio 1839. Grazie al piano d'eversione dal giogo feudale voluto dal re Carlo Alberto di Savoia-Carignano, che sarà in carica dal 27 aprile 1831, dopo il viaggio compiuto prima di ascendere al trono, dal 18 aprile al 2 maggio 1829, seguendo il suggerimento di Emanuele Pes, marchese di Villamarina, luogotenente generale della corona sull’isola.