7 ottobre

Oggi, ma nel 1978, a Sanremo, in provincia di Imperia, il finlandese Markku Alén, di 27 anni, su Lancia Stratos “Pirelli” numero 4, con motore Ferrari Dino V6, coadiuvato dal connazionale Ilkka Kivimaki, di 29, come navigatore, si aggiudicava la nona edizione del Rally valido come ottava prova del campionato iridato costruttori. Battendo (nella foto, particolare, l’equipaggio in azione proprio in quella sessione), dopo 893 chilometri (e 56 prove speciali) iniziati il 3 ottobre precedente, Maurizio Verini e Arnaldo Bernacchini su Fiat 131 Abarth Rally in colorazione Alitalia e numero 1 sulle fiancate. Ma la notizia del giorno era l’annuncio della partenza della Stratos con Alén e Kivimaki, il 13 ottobre successivo, da Torino, con il numero 506, nella decima edizione (la sesta considerando la ripresa dal ’73 all’80) del Giro automobilistico d’Italia, organizzata dall’Automobile club del capoluogo piemontese in collaborazione col quotidiano meneghino “Corriere della Sera”.
Valida sempre per il mondiale che sarà vinto da Alén il 23 novembre e dalla Fiat per le case costruttrici. L’arrivo del Giro automobilistico d’Italia sarà a Milano, il 18 ottobre. Anche quel test sarà fatto proprio dalla vettura ufficiale Lancia. Il tracciato, recuperando il percorso originario, toccherà anche Genova, La Spezia, Firenze, Siena, Roma, Terni, Perugia, Fano, Rimini, Cesena, Bologna, Padova, Vicenza, Verona, Brescia. Sarà pari a 1604 chilometri in totale. Alén e Kivimaki, con anche Giorgio Pianta come secondo alla guida, avrà la meglio sulla Porsche 935, bollata 511 e sponsorizzata Sorini dolciaria, del trio composto da Carlo Facetti, Martino Finotto e Massimo “Max” De Antoni. La competizione era stata disputata per la prima volta nel 1901, dal 27 aprile all’11 maggio, in 16 tappe, promossa dal Reale automobile club d’Italia, e aveva visto Felice Nazzaro su Fiat 8 Hp tagliare per primo il traguardo. La Stratos, in versione turbo, aveva primeggiato al Giro automobilistico d'Italia nel ’74, dal 16 al 20 ottobre, col transalpino Jean Claude Andruet con accanto la navigatrice francese Micéle Espinosi-Petit detta “Biche”.
