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8 ottobre

8 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1912, da Cettigne, fulcro del piccolo Stato del Montenegro, il re Nicola I, al secolo Mirkov Petrović-Njegoš, in carica dal 28 agosto 1910, apriva le ostilità contro la Turchia e iniziava la prima guerra balcanica, situazione che, sull’opposta sponda adriatica, agitava non poco la monarchia sabauda avendo Vittorio Emanuele III sposato la figlia, Elena, il 24 ottobre 1896 a Roma (nella foto, particolare “Sciaboletta” con “Zi Nicole” in una battuta di caccia proprio nel ‘12). Inoltre il Belpaese era nella fase nevralgica del tentativo di conquista di Tripolitania e Cirenaica, iniziato il 29 settembre 1911 e che terminerà il 18 ottobre di quel 1912 in favore dell’Italia. Nicola primo, che in quel frangente figurava come comandante in capo del male assortito esercito montenegrino, composto da 44.500 mobilitati, che non era dotato neppure di un vero e proprio Stato maggiore, figuriamoci di forze adatte a combattere via mare o in aria, era spesso nello Stivale.

Compiva sortite soprattutto a Bari, dove si recava per acquisti o affari in genere e dove la sua memoria verrà onorata col mezzobusto in bronzo che verrà collocato in corso Vittorio Emanuele II e sarà realizzato dallo scultore di Zara Risto Radmilović nel 2004. La belligeranza fomentata da Nicola I vedrà fronteggiarsi 750mila armati balcanici contro i 290mila ottomani. Il conflitto durerà 234 giorni e terminerà, il 30 maggio 1913, con la vittoria della Lega balanica. Entità che sarà composta, oltre che dal già menzionato Montenegro, che era la formazione minore, anche da Bulgaria, Serbia e Grecia. Al cessate il fuoco seguirà la firma del trattato di Londra, il 30 maggio 1913. Nella capitale inglese siederanno al tavolo delle non semplici trattative anche i delegati d’Italia, Germania, Austria-Ungheria, Russia. Dagli accordi diplomatici ne usciranno ridisegnati i confini delle realtà politiche esistenti nell’area dei Balcani. E, soprattutto, l’Albania otterrà l’indipendenza e la sua amministrazione verrà organizzata come principato. Last but not least la Sublime porta perderà i più importanti possedimenti europei. Le vittime saranno 36.800 per la Lega balcanica. Morti che saranno suddivisi tra 14mila bulgari, 20mila serbi, 2800 montenegrini. Per i turchi, invece, le perdite umane ammonteranno a 50mila.