È morto l’anziano precipitato nella scala mobile: c’è l’inchiesta 

Non ce l’ha fatta Smeraldo Cremonese, ex postino di 92 anni: gli agenti acquisiscono la cartella clinica Il pm potrebbe nominare un consulente per accertare se l’impianto del Comune rispetta le norme

CHIETI. È morto in ospedale sabato notte. Non ce l’ha fatta Smeraldo Cremonese, l’anziano di 92 anni caduto mentre percorreva, in discesa, la gradinata fissa all’interno della scala mobile che collega il terminal di via Gran Sasso al centro storico di Chieti. Sull’incidente indaga la procura, che ieri mattina ha bloccato i funerali: oggi verrà aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto per consentire una serie di accertamenti, tra i quali l’autopsia, e individuare eventualità responsabilità. Nessun dubbio sul fatto che l’anziano, ex postino molto conosciuto in città, sia inciampato. Ma adesso bisognerà verificare se la gradinata e, più in generale, l’intero impianto siano a norma. Anche perché, ormai da anni, la scala mobile di proprietà del Comune funziona a metà: si muove solo in salita, mentre gli utenti sono costretti a scendere attraverso gradini stretti e ripidi. Qualche istante prima dell’anziano, è scivolato sulla rampa anche un uomo di 62 anni, residente a Francavilla, che ha riportato dieci giorni di prognosi. Come dire: il pericolo per gli utenti è concreto. E non è un caso se il tema ha animato la discussione, nel recente passato, anche in consiglio comunale.
I FILMATI. Le due cadute sono state riprese dalle telecamere. Il primo a rotolare lungo la scala centrale in ferro è stato dunque il 62enne, che – con un’andatura piuttosto sostenuta – ha perso l’equilibrio mentre stava superando il pedone che lo precedeva. A distanza di qualche secondo è arrivato Cremonese, con in mano due buste della spesa. L’anziano, a sua volta, è inciampato, battendo con violenza la testa a terra. A preoccupare maggiormente sono state proprio le condizioni del pensionato, che è stato portato fino all’ambulanza con l’aiuto dei vigili del fuoco. Poi la corsa in ospedale a sirene spiegate e i primi accertamenti in pronto soccorso. Le immagini del sistema di videosorveglianza sono state acquisite dai poliziotti della squadra volante, coordinati dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico. Gli agenti hanno preso a verbale anche alcuni testimoni che, dopo aver assistito agli incidenti, si sono occupati di prestare i primi soccorsi ai feriti e di telefonare al 118.
IL RICOVERO. Trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Santissima Annunziata, il postino in pensione ha avuto venti giorni di prognosi ed è stato ricoverato in clinica chirurgica. Almeno all’inizio, quindi, secondo i medici non era in pericolo di vita. Ma sabato sera, probabilmente a causa dell’età avanzata, le condizioni di Smeraldo si sono aggravate fino al decesso. A quel punto, la polizia ha acquisito la cartella clinica del paziente e i funerali sono stati bloccati: stamattina il sostituto procuratore Giancarlo Ciani deciderà se disporre l’autopsia e, contestualmente, se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati oppure procedere contro ignoti. Non solo: già nelle prossime ore, il pm potrebbe decidere di affidare una consulenza tecnica per accertare se l’impianto è pienamente in regola e se può restare aperto all’utenza nonostante l’infinità di guasti registrati negli ultimi anni.
LA VITTIMA. Per una vita dipendente delle Poste, Cremonese viveva da sempre in via Madonna degli Angeli. Avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 3 marzo. Lascia il figlio Nicola, la nuora Anna e i nipoti Smeraldo e Gianluca. Quando arriverà il nulla osta della procura, i funerali verranno celebrati nella chiesa del quartiere.
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