Asl, il comitato dei sindaci attacca «Il deficit arriverà a 34,6 milioni»

Nel mirino il piano presentato alla Regione: unico dato positivo l’ottimizzazione delle sale operatorie La nuova accusa dopo il no al consuntivo 2023: «I tagli copriranno solo i nuovi debiti ma non i vecchi»
CHIETI. «I tagli Asl che si ripercuoteranno sui cittadini tra farmaci, dispositivi e servizi in meno non serviranno per dimezzare i debiti dell’azienda. Dal “Piano di razionalizzazione della spesa della Asl Lanciano Vasto Chieti” presentato in Regione dal direttore generale Thomas Schael, le perdite 2024 salgono infatti a ben 55 milioni di euro, cioè 14 milioni in più rispetto al consuntivo 2023 da noi bocciato. Significa che il sacrificio di 20 milioni di tagli coprirà il debito nuovo, non il vecchio. È ora che i sindaci di centrodestra del nostro territorio dismettano le loro vesti di difensori d’ufficio dell’indifendibile»: così i quattro componenti del Comitato ristretto dei sindaci, Diego Ferrara (presidente sindaco di Chieti), Giulio Borrelli (Atessa), Francesco Menna (Vasto) e Massimo Tiberini (Casoli) dopo la presentazione del piano di rientro Asl in Regione, contestato già nei giorni scorsi per i tagli imposti e per il fatto che, a fronte di un debito salito in cinque anni a 41 milioni di euro, si «sono avute meno prestazioni, più mobilità passiva e più debiti».
Un giudizio negativo che ora il comitato rafforza e, carte alla mano, mostra ai sindaci di centrodestra che l’ha accusato di dare «giudizi politici non obiettivi» e che ha disertato incontro ad Atessa di venerdì scorso, in cui il comitato ha presentato numeri e motivi del giudizio negativo sull’operato della direzione aziendale. «È più un incontro convocato da un circolo Pd che da un organismo istituzionale quale dovrebbe essere il comitato», avevano detto Maurizio Bucci (Lega Chieti), Antonio Tavani (FdI Chieti), Daniele D’Amario (FI Chieti), Enrico Di Giuseppantonio (Udc Abruzzo) annunciando la mancata partecipazione all’incontro.
«Avevamo stimato in 21 milioni di euro il deficit anche per l’anno 2024», riprendono i sindaci del comitato ristretto, «invece il debito ufficiale stimato dalla stessa Asl, in via tendenziale, per il 2024 sarà di ben 55 milioni, cioè 14 milioni in più rispetto al 2023: con il taglio di 20 milioni scenderà a 34,6 milioni. In pratica il rientro di 20 milioni previsto entro l’anno non coprirà il debito pregresso ma il nuovo. E parliamo di tagli notevoli che subisce la comunità perché riguarderanno: per 12 milioni di euro i farmaci, emoderivati e ossigenoterapia domiciliare; per 4,5 milioni di euro i dispositivi medici; per 3,9 milioni di euro, costi servizi esterni». E dai conti emerge anche che «non migliorerà la mobilità passiva che segna +35% e resterà a -69 milioni di euro e neanche si ridurrà il costo dell’acquisto di prestazioni da privato». Nel caos dei debiti in aumento esponenziale dal 2019 (si è passati da 13 milioni del 2019 a 41 milioni 2023 e ora in proiezione a 55 milioni) i tagli, le proteste dei cittadini che non trovano risposte per esami e visite sempre più a pagamento, il comitato nota nel piano Asl una cosa positiva: «C’è la previsione dell’ottimizzazione dell’uso delle sale operatorie e il prolungamento dell’orario di apertura delle stesse, che hanno costi fissi altissimi, indipendentemente dal numero pazienti operati», dice. «Ciò ci si augura possa contribuire ad accorciare le liste di attesa e ridurre in futuro la mobilità passiva».
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