Buoni spesa per le famiglie Domani parte la consegna

Arrivate 700 domande da parte di teatini in crisi per l’emergenza Covid-19 Ma Di Biase accusa: «Il Comune è in ritardo, i bonus erogati solo dopo Natale»
CHIETI. Al via da domani l’attesa erogazione dei buoni spesa del Comune per sostenere le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Ma l’erogazione arriva tra le polemiche. Dalle file dell'opposizione in tanti ad accusare l’amministrazione di lentezza. Il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti replicano annunciando lo sblocco dei sussidi e, in più, anche l’avvio di nuovi provvedimenti di sostegno anche per il settore del commercio.
SETTECENTO DOMANDE Tra domani e martedì l’amministrazione inizierà a erogare i buoni spesa sia ai cittadini che hanno presentato l’istanza nella modalità rapida e riservata dell’App Smart.Pa., sia a quelli che hanno presentato la domanda in modalità cartacea. «Abbiamo scelto di seguire due vie per permettere a tutti di scegliere la modalità più comoda e veloce», dicono sindaco e assessore, «abbiamo avuto un riscontro molto positivo dai cittadini: quasi 500 domande tramite App e meno di 200 in cartaceo. Ringraziamo le organizzazioni del terzo settore e i patronati che hanno collaborato attivamente nel supporto ai cittadini».
LE POLEMICHE «Il Comune è in forte ritardo. Siamo l’unica città in Italia che eroga i buoni spesa natalizi dopo Natale», dice il capogruppo di Forza Chieti, Maurizio Costa. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase rincara la dose: «Buoni ristori parcheggiati nelle casse comunali, centinaia di persone in fila, alla Caritas ed altre strutture. Sicuramente l'assessore Maretti concluderà l'indagine epidemiologica dei suoi studi, ma la negligenza e l'imperizia, con cui insieme ai suoi colleghi di giunta ha affrontato questo impegno, hanno tolto la dignità del Natale a centinaia di famiglie». Di Biase aveva già criticato l’utilizzo della App per l’erogazione, colpevole di «rendere difficile un accesso semplice». L’ex assessore porta a testimonianza delle sue parole la fila di gente davanti alla Caritas o alla Capanna di Betlemme, il centro di accoglienza gestito dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.
LA REPLICA «Rispetto ai tempi del primo Decreto Ristori, marzo-aprile 2020», replica l’assessore Maretti, «abbiamo un notevole margine di anticipo, perché all’epoca le erogazioni sono state fatte nell’arco di tre mesi, mentre oggi il Comune conta di chiuderle entro la prima settimana di gennaio, considerato il particolare periodo dell’anno, concomitante all’approvazione del bilancio consolidato 2020 e della chiusura dell’esercizio finanziario, i tempi non potevano oggettivamente essere più corti». L’assessore poi spiega quello che secondo lei è un fraintendimento di fondo sul decreto Ristori: «Non è stata compresa la finalità del decreto, che si rivolge in particolare ai nuclei famigliari che non sono utenti abituali dei Servizi sociali (già ristorati e presi in carico), ma a nuove famiglie in difficoltà a causa degli effetti economici della pandemia. Noi ci siamo chiesti come raggiungere queste famiglie in condizione di difficoltà economica non cronicizzata in modo capillare e riservato e questo è un enorme passo avanti, anche considerando che nella classifica ICity Rank 2020 delle città più digitali d'Italia, Chieti occupa il penultimo posto».
NUOVI RISTORI L’amministrazione dice di essere già pronta a erogare ulteriori buoni acquisto, non solo alimentari, per ristorare anche i piccoli esercizi commerciali cittadini. Il Comune sta per pubblicare un nuovo avviso a breve e voucher per servizi di assistenza e babysitteraggio in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore. Anche in questo caso ci si avvarrà dell’App Smart.PA che segnalerà in tempo reale le opportunità offerte dal Comune.

