Carri, balli e antichi riti contadini: si rinnova la tradizione del Dono

9 Settembre 2023

Trenta mezzi agricoli con i prodotti della terra e dei campi in corteo dai Viali fino a piazza Plebiscito  Dolci e piatti tipici preparati dai ristoratori: il ricavato della vendita all’asta sarà donato alla curia

LANCIANO. Si è rinnovato ieri, ancora una volta per la gioia dei bambini e di tutti i lancianesi, il Dono, rito a metà tra folklore e devozione, colorato e osannante, genuino e antico come i proverbi e come i canti della tradizione e che da sempre accende il cuore della città.
La sfilata dei donativi delle contrade con carri e mezzi delle campagne adornati a festa, donne e uomini vestiti con abiti tradizionali, bambini e animali, si è snodata, come ogni anno, a partire dai viali delle Rose, fino ad arrivare in piazza Plebiscito, davanti la Cattedrale della Madonna del ponte, santa patrona del popolo lancianese. E lungo il percorso sono state centinaia le persone intervenute che hanno atteso circa una trentina di carri. Ad aprire il corteo le contrade di Iconicella, Colle Pizzuto e Re di coppe, a chiuderlo è stata la frazione di Santa Maria dei mesi. Nel mezzo una carovana festante con carri dove contradaioli giovani e anziani, con l'apporto di tanti bambini, hanno messo in scena squarci di vita contadina con le massaie ad impastare il pane, la pizza rustica, la pizza scima, le donne a lavare i panni sulla “struculatore”, pezzo di legno intagliato con tante insenature per favorire il risciacquo della biancheria, la sposa a mostrare la sua dote fatta di asciugamani ricamati, stole di merletto, biancheria di lino. Ancora, si è inscenato il rito della passata di pomodoro, che si rinnova ancora nelle case e nei cortili di oggi, intonato i canti tradizionali con gli strumenti tipici della cultura agro-popolare, fatti di legno, stringhe e sonagli, gli inni mariani, ballato le danze come si faceva una volta, in gruppo e in cerchio, le braccia pronte a incrociarne altre in giravolte sempre allegre al suono arcaico della fisarmonica.
Il Dono è il passato che ritorna, ma la manifestazione tra le più amate della città rappresenta anche l’oggi, lo sforzo dei pochi per mantenere in vita la storia e le storie di ieri. «È stata una sfilata magnifica», commenta il presidente del comitato delle Feste di Settembre, Fernando Rosato, «vedere tanta gente e tanti carri mi ha regalato tanta gioia e soddisfazione. C’erano numerose contrade che da tempo non partecipavano più e i donativi sono stati numerosissimi. Quest’anno hanno partecipato anche tutti i ristoranti della città, ad eccezione di pochi, che hanno preparato i piatti della tradizione da offrire alla Madonna». Pietanze come coniglio al coppo, pallotte cace e ove, cif e ciaf, coniglio ripieno sono state vendute ieri sera assieme a cassette piene di ogni ben di dio, dai dolci tradizionali fino ai prodotti della terra e dei campi, in un’asta il cui ricavato andrà alla Curia. Ad officiare la santa messa è intervenuto il vescovo Emidio Cipollone che ha seguito il corteo assieme al sindaco Filippo Paolini e ai rappresentanti dell'amministrazione comunale e regionale e delle forze dell'ordine.
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