Case di riposo, Sos dei sindacati: i servizi non vanno esternalizzati

Il cda dell’istituto di assistenza: «Una scelta presa nell’ottica del massimo contenimento delle spese» Ma la Uil attacca: «Così aumenta la precarietà e si contribuisce a impoverire l’economia del territorio»
CHIETI. All’istituto di assistenza San Giovanni Battista si va verso l’esternalizzazione dei servizi. Una ipotesi che vede contraria la Uil Fpl che, nell’ottica della battaglia contro la precarietà, chiede assunzioni a tempo indeterminato tramite concorsi. Ma il consiglio di amministrazione della Asp (Azienda pubblica di servizi alle persone) che amministra le ex case di riposo sembra andare su tutt’altra strada.
Il cda presieduto da Concezio Tilli e composto da Augusto Di Boscio e Giuseppe D’Orazio si è riunito lo scorso 23 ottobre (assente D’Orazio) e ha dato mandato agli uffici «di procedere», si legge in delibera, «a una gara per la esternalizzazione del servizio di assistenza per un periodo di tre anni, in via sperimentale e nell’ottica del massimo contenimento della spesa». Un contenimento della spesa che, secondo il segretario Uil Fpl Chieti Marco Angelucci, «non solo a lungo andare non servirà davvero a contenere i costi, ma contribuirà ad aumentare la precarietà del lavoro e a impoverire in questo modo il sistema economico territoriale». Il sindacalista fa un esempio: «Basta guardare», dice, «a quello che sta già sta accadendo nella Asp di Teramo, dove tutta l’attività è totalmente esternalizzata attraverso cooperative e la Asp ha contratto un debito di svariati milioni di euro». Il San Giovanni Battista fornisce assistenza ad anziani e portatori di handicap: è accreditata per 198 posti letto, di cui però attualmente possono essere occupati solo 114, a seguito di prescrizioni del Servizio prevenzione e protezione della Asl. Il personale assunto conta 12 infermieri e 15 operatori socio-sanitari. Troppo pochi per il vertice Asp che lo ritiene «numericamente inadatto all’assistenza dell’intera utenza», tanto è vero che «tale personale viene costantemente coadiuvato da personale reperito da cooperative esterne».
Tilli e Di Boscio aggiungono che la Asp ha provato a fare i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, ma «non è stato possibile dare corso al bando di concorso». Gli amministratori sottolineano anche che «la retta relativa alle prestazioni socio-sanitarie risulta del tutto inadeguata a coprire i costi in quanto ferma al 2002 e ciò ha comportato la necessaria valutazione di modi alternativi di gestione senza ricorrere ad assunzioni dirette». Ma, ribatte Angelucci, «bisognerebbe considerare che la Regione ha avviato un tavolo tecnico per la rivalutazione delle tariffe sanitarie, è dunque possibile che le erogazioni regionali siano destinate salire».
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