Chirurgia e Anestesia: il percorso di Iolanda Russo da Vasto fino agli Usa

Il viaggio professionale della dottoressa vastese dall’Ateneo di Chieti a Richmond, New York e Pittsburgh: “Sempre legata all’Abruzzo”
VASTO. La storia di Iolanda Russo, medico di Vasto ora residente a Richmond, in Virginia, è iniziata in Chirurga toracica all’università di Chieti, proseguita a New York City presso Cornell Medical Center (oggi New York Presbyterian Hospital), e poi a Pittsburgh, dove ha completato un fellowship in anestesia pediatrica. L’Italia, Torino e Messina sono venute nel 2017 come insegnante di Anestesia per gli studenti di medicina presso quelle rispettive università.
Rientrata negli Usa, ha concluso la sua carriera professionale presso il Children Hospital di Richmond. Il passaggio dalla chirurgia toracica all’anestesia è avvenuto poiché, come racconta la dottoressa, «nel 1994, le ore di lavoro in ospedale per chirurgia erano 120 a settimana. Avevo già due bambini nati nel 1992 e ’93, e non riuscivo fisicamente... Inoltre mio marito, anestesista in Italia, mi incoraggiò a proseguire in questo campo».
Il passaggio, comunque, non fu facile, ed è la stessa dottoressa Russo a spiegarlo: «Credevo fosse facile per un chirurgo, invece le sfide sono state diverse: la prima stare dietro al paziente, e sentire i chirurghi darmi indicazioni, ma soprattutto la scienza di anestesia, così poco conosciuta anche tra i medici. È la scienza medica più recentemente scoperta, necessaria, ed avanzata tecnologicamente. Gli anestesisti lavorano con le mani, ma soprattutto con la mente. L’anestesia non è solo “mettere a dormire il paziente”, ma mantenere in vita in perfette condizioni pazienti con malattie spesso gravissime e difficilissimi da anestetizzare. Una scienza a cui, dopo 4-5 anni di pratica, mi sono appassionata e sono felice di esser stata educata nei centri più importanti d’America: la New York University e il Bellevue Hospital».
A Richmond, dove la dottoressa ha partecipato e diretto come anestesista anche eventi chirurgici di straordinaria complessità, come la separazione di due coppie di gemelli: una unita a livello epatico (al fegato) e l’altra a livello cardiaco ed epatico, ha poi insegnato anestesia presso Vcu Health.
La dottoressa Russo si era trasferita a Richmond con la famiglia nel 2001: il marito abruzzese di Scerni, Gaetano Menna (sposato nel 1991) e i figli Angela e Pierluigi (quest’ultimo venuto a mancare nel 2011). Russo aveva lasciato Vasto nel 1987 all’età di 28 anni perché il New York Hospital l’aveva invitata come osservatrice, ma poi, «sono rimasta negli Usa, perché avevo compreso che gli ospedali americani funzionavano con rispetto di regole ferree, insegnamenti accurati, i medici bravi e preparati e anche onesti e gentili».
Per la laurea a Chieti ha usato le vacanze estive e, ricorda la dottoressa, «erano felici di avere una specializzanda che lavorava negli Usa in un ospedale prestigioso, e mi chiesero se volessi rimanere con loro all’università di Chieti. Con dispiacere risposi che avevo già un posto a New York e che volevo continuare la mia carriera lì».
Poi spiega che «sono sempre tornata in Abruzzo, portavo i miei bimbi da i nonni e rimanevano lì per tutta l’estate e poi tornavo a riprenderli. Ma solo dopo il pensionamento con mio marito abbiamo voluto vivere nella terra dei miei, vicino al mare, per trascorrere molti mesi vicino al bellissimo Adriatico». Poi conclude: «Ho avuto la fortuna di vivere in un Paese come l’America dove anche i sogni custoditi nel cuore di una bambina di provincia possono un giorno diventare realtà. (Nonostante tutto) essere una giovane donna medico negli anni ’80, in un contesto in cui l’Italia offriva poche opportunità ai giovani medici, e ancor meno alle donne, non è stato affatto semplice».

