Francavilla

Cinque coltellate, poi le minacce in strada: «Vi ammazzo tutti». I retroscena dell’agguato di Francavilla

7 Ottobre 2026

Ecco la ricostruzione della notte di violenza. L’arma recuperata dai carabinieri dentro un vaso. Il 14enne aveva addosso un’altra lama. Il giallo del movente: aggressore e vittima non si conoscono

FRANCAVILLA. «Figli di p..., vi ammazzo tutti». Dopo aver accoltellato cinque volte un ragazzo in strada, la sua furia non si ferma. Non si arresta davanti al sangue e non si placa di fronte ai passanti terrorizzati. È questa la scena che si presenta ai carabinieri, la sera dello scorso 2 ottobre, quando bloccano il quattordicenne che si è appena reso protagonista, a Francavilla al Mare, di un’aggressione senza un perché. È un ragazzino, anagraficamente quasi un bambino, eppure agisce con la violenza di chi ha reciso ogni legame con la realtà. Continua a sfidare le persone attorno a lui e sputa minacce anche contro i militari intervenuti per disarmarlo. Ecco la ricostruzione di quei minuti pieni di tensione e di paura.

LA RICOSTRUZIONE

Sono le dieci e mezza della sera di venerdì scorso quando arriva la richiesta d’aiuto al 112. I testimoni segnalano un episodio di violenza avvenuto in viale Nettuno, all’angolo con piazza XXIV Maggio. «Correte, c’è stata un’aggressione con un coltello, un ragazzo è già ferito», è il senso della drammatica telefonata che mette in moto la macchina dei soccorsi. Una pattuglia dei carabinieri di Francavilla, già impegnata nei controlli sul territorio, converge sul posto nel giro di pochissimi minuti. L’aggressore quattordicenne è a terra. A tenerlo fermo ci sono un adulto e alcuni giovanissimi. Un gruppo improvvisato di cittadini che ha trovato il sangue freddo di intervenire per evitare l’irreparabile. Ma l’accoltellatore non si arrende. Scalcia, si dimena, cerca in ogni modo di divincolarsi dalla presa che lo schiaccia sull’asfalto. Agli insulti alterna minacce tutt’altro che velate: «Vi ammazzo tutti», grida a più riprese.

COLTELLI SEQUESTRATI

L’arma usata per colpire finisce subito sotto sequestro. È un coltello da cucina con la lama lunga 14 centimetri. Viene ritrovato a poca distanza, all’interno di un vaso. Ma la perquisizione eseguita dai carabinieri svela un dettaglio ancora più allarmante. Addosso al minorenne c’è un secondo coltello, un multiuso dotato di una lama di cinque centimetri.

LE INDAGINI

I successivi accertamenti restituiscono i contorni di un agguato inspiegabile. La vittima, un sedicenne che stava semplicemente trascorrendo la serata in compagnia di alcuni coetanei, ha ricevuto cinque fendenti. L’aggressore e la vittima – che guarirà in 12 giorni, secondo il primo referto medico – non si conoscevano. Le loro esistenze non si erano mai incrociate prima di quella sera. Non c’è alcun conto in sospeso, nessuno sgarbo pregresso. Dalle testimonianze emerge che non vi sono stati nemmeno futili motivi di litigio nei minuti precedenti l’attacco. Il fatto che il quattordicenne fosse ubriaco assume un peso nell’economia dell’intera vicenda. Ma una violenza così gratuita spaventa proprio per la sua assenza di movente. Perché un ragazzino decide di uscire dalla propria abitazione portando con sé due coltelli pronti all’uso? Perché, in una serata qualunque, sceglie di scagliarsi contro un passante individuato per puro caso, sfogando su di lui una rabbia ingiustificata fino a sferrargli cinque colpi, di cui due diretti al torace? Il quattordicenne, difeso dall’avvocato Massimiliano Ceddia, è stato denunciato per i reati di lesioni personali aggravate e porto abusivo di strumenti atti a offendere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA