Distretto sanitario, è polemica «L’accordo della Asl è un giallo»

La deputata Torto (M5s): «Ritardi inaccettabili, da chiarire l’intesa trovata con la Rete ferroviaria» E anche il Pd attacca: «Adesso basta rimpalli di responsabilità, a pagare sono sempre i cittadini»
CHIETI. Chiuso da un giorno all’altro un anno e mezzo fa, senza una sede alternativa dove spostarlo, il distretto sanitario di Chieti Scalo continua a suscitare polemiche. A farsi interprete del disagio dell’intera città (non sono solo i residenti della parte bassa che protestano per la chiusura, ma anche di tutti quelli che affollano il distretto di Chieti alta che si ritrova a far fronte a un’utenza quasi raddoppiata) è stato il Movimento 5 Stelle che ha seguito la problematica sin dall’inizio. La deputata Daniela Torto ha portato il caso fino in Parlamento. Visto che la sede scelta dal manager Asl Thomas Schael per riaprire il distretto è stata individuata in locali alla stazione ferroviaria, Torto ha rivolto una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile. Vuole sapere cosa ne è del «probabile accordo tra Rete Ferroviaria Italiana e Asl per il ricollocamento del distretto sanitario all’interno dei locali della stazione. Purtroppo le ultime informazioni nel merito risalgono a ottobre 2020, in cui mi risulta che Rfi abbia comunicato alla Asl l’avvio del procedimento di accordo tra enti; ma da allora, né da parte della Regione né da parte dell’azienda sanitaria, non si hanno più notizie».
Torto ripercorre la storia del distretto sanitario di via Delitio fin da quando, «il 18 novembre 2019 è stato chiuso dai vertici della Asl e, immediatamente, è stato emanato un avviso, con scadenza il 29 novembre 2019, al fine di reperire nuovi locali per il ricollocamento della struttura. In seguito all’esito negativo della procedura aperta, la consigliera regionale M5S, Barbara Stella, aveva presentato un’interpellanza alla giunta regionale, a cui l’assessore Nicoletta Verì aveva risposto dichiarando che si stava ricorrendo a una azione negoziale diretta con Rfi per ricollocare la nuova struttura all’interno dei locali della stazione».
Interviene anche il capogruppo comunale del Partito democratico Filippo Di Giovanni: «I cittadini di Chieti non possono scontare i ritardi cronici della politica», dice, «si tratta di un’esigenza primaria e non possiamo assistere a questo rimpallo di responsabilità dilatorie». Di Giovanni si dice inoltre favorevole alla soluzione individuata dal sindaco Diego Ferrara che, a costo di dure prese di posizione nei confronti della Asl, ha messo a disposizione l’ex asilo nido di Madonna delle Piane per la campagna di vaccinazione anti-Covid purché la struttura venisse poi riconvertita a distretto sanitario temporaneo, in attesa dell’apertura della sede alla stazione. Il Comune, tenuto conto delle note criticità di bilancio, ha fatto appello al capitale privato perché venissero trovati i fondi necessari per trasformare l’ex asilo in una struttura sanitaria. I privati hanno risposto all’appello e ora si è in attesa del progetto definitivo da sottoporre al vaglio della Asl.

