Il Barbiere di Siviglia regala a Liliana l’applauso più bello

Siamo entrati dietro le quinte del teatro durante le prove Venerdì la prima da sold out con le coreografie della Perna
CHIETI. Il sipario si alza, due ballerini acrobati si arrampicano a testa in giù per due lunghi lenzuoli. Vanno verso l’alto, salgono verso Liliana che dall’alto li guarda, sorride e li applaude ancora.
Comincia così il Barbiere di Siviglia che Chieti dedica alla sua ballerina più amata, Liliana Perna, volata via per sempre come un cigno d’autunno, il 21 ottobre scorso. Sono sue e della sua scuola “Dimensione Danza” le coreografie dell’opera buffa in due atti del genio Giochino Rossini, che il Teatro Marrucino e il regista, Pier Francesco Pingitore, mettono in scena venerdì prossimo, alle 20,30 e domenica alle 17.30.
Siamo entrati dietro le quinte del Marrucino alle 12 di ieri per raccontare il clima e le emozioni delle prove generali mentre il direttore artistico, Ettore Pellegrino, presidiava, anche di domenica, il teatro dei sold out, e il regista reso famoso e popolare dalla satira senza confini del Bagaglino, era seduto quasi all’ultima fila della platea per sentire e osservare meglio.
L’Ouverture del Barbiere, eseguita dell’Orchestra sinfonica abruzzese, diretta dal maestro Nicola Marasco, è da pelle d’oca. Grazie a un’acustica unica, il teatro viene inondato dalle note dell’incipit dell’Almaviva, come Rossini chiamò all’inizio l’opera del baritono Figaro, del conte tenore Almaviva e del basso Fiorello, interpretato al Marrucino dalla voce profonda, dal timbro scuro e buffo al tempo stesso, del teatino Orlando Polidoro. Dal proscenio parte un accenno d’applauso mentre l’Ouverture si chiude e si alza il sontuoso sipario, realizzato dal pittore napoletano Giovanni Ponticelli, che raccontò con stile barocco “II trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione”, il personaggio più illustre della storia antica della Città di Chieti.
Il primo atto si apre con un elogio alla danza e ai suoi protagonisti teatini che sembrano arrampicarsi senza compiere alcuno sforzo su per le lenzuola bianche appese al soffitto. Poi altri ballerini entrano sul palco mentre la musica incalza.
Non c’è tempo per ascoltare anche il coro del Marrucino diretto dal maestro Paolo Speca. Non andiamo oltre per non rovinare la sorpresa. Ci fermiamo alla scena iniziale, che anticipa l’ingresso di Fiorello, il basso di casa, con quattro ballerini abilissimi che danzano intorno a una poltrona da barbiere mimando Figaro e così introducono lo spettatore nell’opera buffa musicata dal “cigno di Pesaro”, su libretto di Cesare Zerbini e leggermente riadattata da Pingitore.
Dove il “leggermente” sta a significare che a Chieti ci sarà un valore aggiunto curato da un altro cigno che non c’è più. Venerdì e poi domenica la città potrà applaudire ancora una volta la sua Liliana. E per lei sarà l’applauso più lungo e più bello.
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