Lega la moglie con la fune al collo Patteggia un anno e quattro mesi

2 Febbraio 2023

CHIETI. Ha maltrattato la moglie con «condotte umilianti e violente», legandole più volte una fune attorno al collo e mettendole un panno sulla bocca. Un uomo di 76 anni ha patteggiato un anno e...

CHIETI. Ha maltrattato la moglie con «condotte umilianti e violente», legandole più volte una fune attorno al collo e mettendole un panno sulla bocca. Un uomo di 76 anni ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) davanti al giudice del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino. L’anziano soffre di alcune patologie psichiatriche e vive attualmente in una casa di riposo. Gli episodi, avvenuti a Guardiagrele, sono andati avanti per anni, fino all’inizio di gennaio 2022.
LE ACCUSE
In base alla ricostruzione dell’accusa, l’imputato terrorizzava e insultava la moglie – di cinque anni più giovane – soprattutto quando era ubriaco e anche in pubblico, alla presenza di persone estranee all’ambiente familiare. Fatto sta che, in occasione di scatti d’ira dovuti a motivazioni banali, il 76enne si è scagliato contro la coniuge con offese irripetibili e minacce di tutti i tipi. «Fai schifo», «ti ammazzo», «ti scanno», gridava a più riprese. Ma l’incubo domestico non finisce qui, perché il marito violento è passato dalle parole ai fatti in numerose circostanze: la afferrava per il collo, la spintonava e la colpiva con calci, schiaffi e pugni. In questo modo, come sintetizzato dalla procura, l’imputato ha instaurato nella casa familiare un costante clima di paura. Le vessazioni sono proseguite finché la donna, esasperata, ha trovato il coraggio di presentare la denuncia.
LA DENUNCIA
A quel punto sono scattate le procedure previste dalla nuova legge, conosciuta come “Codice rosso”, che ha istituito una corsia preferenziale per la trattazione di una serie di reati: dallo stalking (atti persecutori) fino alla violenza sessuale e ai maltrattamenti, passando per revenge porn (porno vendetta) e corruzione di minore.
LA SENTENZA
Ieri mattina, il giudice ha accolto l’istanza di applicazione della pena su richiesta delle parti: a rappresentare l’accusa c’era il sostituto procuratore Marika Ponziani, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Roberta Sanelli. La vittima, invece, è assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo. (g.let.)
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