Lorena, la promessa della sorella: «Angelo mio, sarò io la tua voce»

Arriva un nuovo appello alla verità da parte di Silvana Paolini, che torna a chiedere giustizia Attesa per l’esito dell’autopsia: l’ipotesi è che la donna sia stata strangolata col guinzaglio del cane
ORTONA. «Riposa in pace, angelo mio. Sarò la tua voce». È la promessa di Silvana Paolini, la sorella di Lorena, la casalinga di 53 anni di Ortona trovata senza vita 13 giorni fa sul divano di casa, in contrada Casone, dal marito Andrea Cieri, impresario funebre di 51 anni, indagato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. . LE INDAGINI
Tra le ipotesi c’è quella che la donna, madre di due figlie adolescenti, sia stata strangolata con il guinzaglio del suo cane. In questo senso saranno determinanti i risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio su incarico del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca, che coordina le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona. Il responso si conoscerà entro due mesi. Decisiva potrebbe risultare anche la consulenza che sarà depositata dall’ingegnere informatico Davide Ortolano, che sta analizzando lo smartphone di Lorena.
L’APPELLO SUI SOCIAL
Ieri mattina, Silvana è tornata a postare sui social network un messaggio dedicato a Lorena, accompagnato dalle foto della sorella, immortalata in alcuni momenti felici. E poi quella promessa fatta su Facebook, «Sarò io la tua voce», che è un appello alla verità tutt’altro che velato. Silvana, che è stata ascoltata in più occasioni dagli investigatori per ricostruire il contesto di vita in cui potrebbe essersi consumato il delitto, chiede a gran voce che venga fatta giustizia. La donna si è anche affidata a un legale, l’avvocato Francesca Di Muzio, per farsi assistere in tutte le fasi del procedimento penale.
LA RIVELAZIONE CHIAVE
I racconti di Silvana si stanno dimostrando fondamentali anche per delineare le ultime ore di vita di Lorena. «Andrea», ha detto la donna, pure davanti ai giornalisti, «mi ha riferito che quella domenica ha avuto un piccolo diverbio con mia sorella». Un diverbio tale da sfociare in un omicidio d’impeto? A dirlo sarà l’inchiesta.
LA DIFESA
Quel che è certo è che Andrea, interrogato due volte nella veste di indagato (dunque assistito dal suo legale, Maddalena De Gregorio), si è professato innocente, respingendo gli addebiti. Nel corso dei colloqui con il pubblico ministero, l’imprenditore ha continuato a sostenere la versione dei fatti già fornita nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo, quando era stato ascoltato in due circostanze come persona informata sui fatti. Quella domenica Andrea sarebbe rientrato per pranzo e avrebbe trovato la moglie agonizzante sul divano: pertanto avrebbe allertato i soccorsi, ipotizzando un malore; la figlia minorenne, in camera addormentata, era ignara di tutto.
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