francavilla al mare

Maria sparisce all’autogrill: trovata impiccata, è giallo. Il compagno ascoltato per 5 ore

fotoservizio

di Andrea Milazzo

16 Ottobre 2026

La 65enne scompare dopo una lite con il convivente mentre sta tornando a casa da Rimini. Ieri mattina la tragica scoperta. La prima ipotesi è di suicidio, ma si indaga per accertare cosa abbia potuto spingerla a farla finita

FRANCAVILLA AL MARE. L’hanno trovata impiccata a un ulivo, intorno al collo un filo di ferro, di quelli che si usano nei vigneti. Il giorno prima era misteriosamente sparita dall’area di servizio Alento Ovest, sull’A14, mentre viaggiava verso casa con il compagno dopo una breve vacanza a Rimini e, sembra, dopo una lite con lui. È un giallo la fine di Maria Ionescu, 66 anni da compiere il prossimo 20 ottobre, originaria della Romania e residente a Mottola, in provincia di Taranto. A scoprire il corpo intorno alle 9 di ieri, nelle campagne di Francavilla al Mare, a poco più di un chilometro e mezzo dall’autostrada, è stata la proprietaria di un B&B di contrada Santa Cecilia che portava a passeggio il cane, come ogni giorno.

Nel pomeriggio il pubblico ministero Giancarlo Ciani e i poliziotti della squadra mobile di Chieti, diretti da Francesco D’Antonio, hanno ascoltato per circa cinque ore il compagno della vittima, Vito Palagiano, ex agente della polizia penitenziaria, anche lui di 66 anni. L’audizione, come persona informata sui fatti, si è tenuta in procura. L’obiettivo è ricostruire nei dettagli le fasi dell’anomala scomparsa dall’autogrill e chiarire i rapporti tra i due conviventi, pure in relazione a litigi e motivi di dissidio più o meno recenti. Il primo passo dell’inchiesta sarà quello di accertare se si sia trattato – come emerge dalle ipotesi iniziali – di un suicidio. E, se così fosse, scoprire il perché del gesto estremo, individuando cosa o chi possa aver spinto la donna a scegliere di farla finita con modalità tanto inconsuete.

Non sono ancora le cinque di mercoledì mattina quando Maria e Vito si fermano per fare colazione in autogrill, all’altezza di Miglianico. Tornano da Rimini, dove vive il figlio di lei (l’altra figlia, nata pure da una precedente relazione, abita in Svizzera). È in quei minuti che prende forma il giallo. La donna sparisce all’improvviso, stando al racconto dell’uomo, dopo essere rientrata nel punto ristoro dicendo di aver dimenticato un foulard. Le prime ricerche nell’area esterna, condotte anche con il supporto del personale della stazione di servizio, vanno a vuoto. Scatta allora la richiesta d’aiuto al 112. Sul posto arrivano gli agenti della polizia stradale, eppure di Maria non c’è traccia. La donna, al pari del compagno, non ha con sé il telefono: un’altra circostanza che gli investigatori dovranno approfondire. Dopo qualche ora trascorsa in autogrill, Palagiano decide comunque di riprendere il viaggio verso Mottola. Lì, in tarda mattinata, formalizza ai carabinieri la denuncia di scomparsa. Nelle ore successive scattano le indagini, anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere dell’area di servizio, e le ricerche con l’impiego dei vigili del fuoco.

La svolta c’è ieri mattina, quando la proprietaria di una struttura ricettiva nota il corpo. Si trova in un punto non facile da raggiungere a piedi, in fondo a un pendio piuttosto scosceso, a neanche mezzo chilometro dalla provinciale. Sul posto arrivano il 118 e i vigili del fuoco, il pm di turno e gli investigatori della squadra mobile, seguiti dagli agenti della polizia scientifica e dal medico legale Pietro Falco. La donna è morta già da diverse ore. Per farla finita (se di suicidio si è trattato) ha usato un filo di ferro, trovato molto probabilmente nel vicino vigneto. I rilievi proseguono a lungo, fino all’ora di pranzo, quando il corpo viene trasferito all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata.

L’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni, sarà fondamentale per fugare tutti i dubbi su ipotesi diverse da un gesto volontario, anche in relazione alla posizione del cadavere (i piedi toccavano terra). Nel primo pomeriggio il compagno viene convocato in procura, a Chieti, per chiarire i punti ancora oscuri della vicenda e i rapporti all’interno della coppia, unita da una relazione lunga più di vent’anni. È sera inoltrata quando l’uomo lascia gli uffici giudiziari di via Spaventa. Il giallo resta.

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