Nel caos la riunione sulla mensa: liti, urla e minacce di denunce

21 Ottobre 2021

Baraonda in commissione di garanzia: il presidente Di Stefano più volte annuncia di sospendere la seduta Accuse tra i componenti sulle passate proroghe del servizio al gestore senza un nuovo bando di gara

CHIETI. La commissione di garanzia e controllo convocata dal presidente Fabrizio Di Stefano sul problema mensa finisce nel caos. Urla e minacce di denunce per diffamazione hanno caratterizzato la riunione di ieri mattina in Comune. Il presidente Di Stefano ha faticato a tenere la situazione sotto controllo, minacciando più volte di sospendere la seduta. Ad accendere la miccia sono stati gli attacchi contro la precedente amministrazione, e in particolare contro l’allora assessore all’istruzione Carla Di Biase, presente in commissione, da parte dei componenti di maggioranza. Sono stati, in particolare i consiglieri Silvio Di Primio, Vincenzo Ginefra e Silvia Di Pasquale a imputare all’ex assessore Di Biase la responsabilità di non aver proceduto a una nuova assegnazione del servizio mensa, pur essendo scaduto il contratto di gestione, e procedendo con proroghe che non si sarebbero potute fare. Di Biase ha sostenuto il contrario e ne ha chiesto conto ai funzionari presenti, in particolare alla dirigente di settore Paola De Rossi e all’avvocato che gestisce il servizio legale Patrizia Tracanna. La dirigente De Rossi ha dato ragione alla consigliera Di Biase, spiegando che non si sarebbe potuto fare altrimenti e che la scelta di prorogare il servizio non è stata politica. La sottolineatura ha mandato su tutte le furie in particolare la consigliera Di Pasquale che ha accusato i dirigenti del Comune di stare su posizioni politiche. Accusa pesante, tanto che i dirigenti presenti hanno chiesto di poter avere il deregistrato della seduta per avere contezza delle parole pronunciate da Di Pasquale.
«L’avvocato Tracanna e la dirigente De Rossi», ha detto Di Biase al termine della lite, «hanno pienamente confutato ciò che hanno dischiarato i consiglieri Di Pasquale e Ginefra. La proroga che ha fatto la precedente amministrazione al vecchio gestore non è tecnica, come dicevano loro e per cui mi riservo di agire nelle sedi opportune, ma funzionale e contrattuale. Siamo certi della bontà del nostro operato», ha continuano Di Biase, «che ha sempre garantito il servizio mensa, e non è mai stato inadempiente, come dimostrato dai documenti portati in commissione, in quanto abbiamo sempre dato l’indirizzo politico di procedere al bando di gara. Nonostante l’atteggiamento arrogante e presuntuoso che questa maggioranza ha sempre dimostrato, noi consiglieri di Fratelli d'Italia siamo pronti a collaborare per una soluzione al problema, non di certo da noi creato. Abbiamo, infatti, proposto l’utilizzo dei buoni pasto, che garantirebbero la ripresa del servizio nel minor tempo possibile e che permetterebbero al Comune di risparmiare. La cifra del buono pasto, infatti, sarebbe sicuramente inferiore rispetto al costo reale del pasto servito. Una nuova gara comporterebbe, invece, ulteriore lavoro per gli uffici, già molto oberati, e, soprattutto, si deve tener conto che con una nuova gara la gestione della mensa partirebbe non prima di gennaio. Tale situazione, inoltre, non garantirebbe gli oltre 50 lavoratori attualmente disoccupati».
Quanto agli esiti della commissione a dir poco agitata, «siamo riusciti a far venir fuori aspetti importanti di tutta questa delicata vicenda», ha detto il presidente Di Stefano, «ma non siamo ancora riusciti a capire cosa la maggioranza intenda fare per il risolvere il problema dei 1.800 alunni senza mensa. Certo è che in una situazione come questa, con un appalto così corposo da gestire, andava necessariamente previsto a monte un piano B, ancor di più nel caso in cui, come è emerso in commissione, già in fase di gara era partito il primo ricorso».
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