Andrea si uccise in chat, nuovo processo: attesa per l’udienza in Corte d’Assise

Domani a Perugia sfila l’ultima teste. Il diciannovenne romano Emiliano Volpe è accusato di aiuto o istigazione al suicidio dello studente lancianese
LANCIANO. È alle battute finali il processo per la morte di Andrea Prospero, che vede sul banco degli imputati Emiliano Volpe, diciannovenne romano accusato di aiuto o istigazione al suicidio dello studente lancianese trovato senza vita in un b&b del centro storico di Perugia nel gennaio 2025. La Corte d'assise torna a riunirsi domani per sentire l'ultimo teste della difesa, la responsabile del monolocale in via Del Prospetto affittato da Andrea e dove si sono svolte le ultime, drammatiche, fasi della sua esistenza. Qui il 24 gennaio Prospero, incoraggiato via chat da Volpe, ha ingerito il mix di benzodiazepine e ossicodone che lo ha portato alla morte. La donna, Francesca Forghieri, al momento non sarebbe stata rintracciata e potrebbe non comparire in aula. A quel punto si procederà con l'eventuale ammissione di nuove prove da parte del giudice e con la discussione.
La difesa dell'indagato, in particolare, potrebbe chiedere una consulenza psicologica per verificare la capacità di intendere e di volere, totale o parziale, di Volpe. Richiesta emersa all'esito dell'audizione dei consulenti della difesa che, nella scorsa udienza di settembre, hanno tratteggiato un disturbo di personalità di Volpe, caratterizzato da freddezza emotiva, scarsa empatia, alterata percezione della realtà aggravata dall'uso di sostanze stupefacenti che fin da giovanissimo era solito assumere. Obiettivo sarebbe il riconoscimento della semi-infermità mentale dell'indagato. «Ci opporremo strenuamente», annuncia l'avvocato Francesco Mangano, legale della famiglia Prospero, «riteniamo sia totalmente inammissibile e improcedibile una richiesta di Ctu per verificare la capacità di intendere e di volere di Emiliano Volpe che è piena, ed è confermata da tutti gli atti di causa».
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