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Raspa lascia gli affari sociali e il Pd litiga sulle dimissioni

SAN SALVO. Il Pd attende il prossimo consiglio comunale per conoscere le ragioni che hanno spinto Fabio Raspa a dimettersi dall’incarico di presidente della commissione affari sociali, mentre il...

SAN SALVO. Il Pd attende il prossimo consiglio comunale per conoscere le ragioni che hanno spinto Fabio Raspa a dimettersi dall’incarico di presidente della commissione affari sociali, mentre il Comitato San Salvo Adesso (che accoglie i seguaci del sindaco di Firenze, Matteo Renzi) invoca la «trasparenza istituzionale».

Diventano terreno di scaramucce e distinguo politici tra le anime presenti all’interno del Pd le dimissioni del consigliere di maggioranza, candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista Popolare di Eugenio Spadano. «Esortiamo al silenzio e alla prudenza», è l’invito del coordinamento del Pd, «ci sforziamo di vedere, nel gesto del consigliere Raspa, una occasione da non perdere da parte della maggioranza, un primo passo verso un confronto dialettico e costruttivo non solo con l’opposizione ma, anche e soprattutto tra i suoi rappresentanti, un confronto dove ciascuno può dare, serenamente e in piena libertà, il proprio contributo al miglioramento della vita dei cittadini di San Salvo».

Di tutt’altro tenore la posizione di San Salvo Adesso. «Il coordinamento del Pd esorta al rispetto e alla prudenza? Non comprendiamo il senso di queste esortazioni», affermano i renziani, «nel momento in cui si dimette il presidente di una importante commissione, il primo atto da compiere è quello di chiedere spiegazioni e ottenere motivazioni pubbliche e immediate, in nome della trasparenza istituzionale, poiché è di istituzioni che stiamo discutendo. Il Pd non ha il dovere di assicurare la governabilità, ma di svolgere il ruolo che gli è stato affidato dai cittadini: quello di fare un’opposizione attenta e efficace, praticata in modo costruttivo, ma critico. Le larghe intese hanno già mostrato ampiamente le loro criticità e i loro limiti: gli esempi romani sono per noi sufficienti. Riteniamo invece che il Pd debba impegnarsi per costruire un’alternativa valida a questa amministrazione cittadina, un’alternativa di sinistra». (a.b.)

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