«Rivogliamo il distretto sanitario» Allo Scalo già raccolte 400 firme

Stella (M5S): «Dopo 4 anni non si vede l’ombra di una soluzione, bisogna riaprirlo in piazza Carafa» Carapelle (Chieti Scalo Noi): «La Regione venga qui prima delle elezioni a dirci che cosa vuole fare»
CHIETI. «Ridateci il distretto sanitario di base». È il grido che parte da tutta Chieti Scalo dopo che la Asl, a novembre del 2019, chiuse la struttura di via Delitio, annunciando la riapertura del distretto in altri locali. Sono passati più di quattro anni e del presidio sanitario non si hanno più notizie. La Als sta cercando di aprire una Casa di comunità nell'ex asilo di Madonna delle Piane ma un presidio di questo tipo, pur essendo importante, non assolve alle funzioni di distretto sanitario. E così, complice anche la campagna elettorale per le regionali, forze politiche e comitati si muovono per tornare a chiedere a gran voce la riapertura del distretto sanitario.
Il Movimento 5 stelle teatino ha avviato una raccolta firme per chiedere al presidente della Regione, Marco Marsilio, la riapertura della struttura: in due giorni, nonostante la pioggia, sono state raccolte 400 sottoscrizioni. «La risposta dei cittadini è forte, lo dimostra la grande partecipazione che si sta registrando nella raccolta delle firme», dice l'assessore comunale alla sanità, Fabio Stella (M5s), «ai cittadini che si recano a firmare raccontiamo come stanno le cose, cioè che la Asl di Chieti guidata da Thomas Schael ha chiuso il distretto sanitario senza avere un’alternativa chiavi in mano e dopo quattro anni non si vede nemmeno l’ombra di una soluzione. Marsilio, Mauro Febbo e tutto il centrodestra che guida la Regione hanno cercato di far passare il messaggio, del tutto falso, che è colpa dell’amministrazione comunale se Chieti Scalo non ha un distretto sanitario, ma non è così. La vicenda del Peter Pan e della Casa di comunità da realizzare con i fondi del Pnrr non c’entra niente con il distretto sanitario. La Casa di comunità spoke che la Asl vorrebbe aprire al Peter Pan è un altro tipo di struttura sanitaria, non è neanche un mini-distretto e non ha sufficiente spazio per soddisfare le esigenze di Chieti Scalo. Ci spieghi Schael in quali spazi aprirebbe il Cup, il centro prelievi, l’assistenza integrativa (prodotti e presidi diabetici, ecc..), i poliambulatori specialistici, lo sportello per scelta e revoca del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta, lo sportello per assistenza domiciliare, riabilitativa e cure residenziali in un edificio con quattro stanze come il Peter Pan». Stella propone di aprire il distretto nella struttura, non ancora completata, di proprietà del Comune a piazza Carafa.
Sul distretto chiuso torna in campo anche il comitato “Chieti Scalo Noi” di Camillo Carapelle che chiama in campo il presidente della Regione e l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì: «Vengano qui allo Scalo, prima delle elezioni regionali, a dirci cosa vogliono fare per riaprire la struttura, se davvero vogliono riaprirla, perché a questo punto abbiamo qualche dubbio», dice Carapelle, che propone come nuova sede del distretto lo stabile che accoglieva la scuola gestita dalle suore Orsoline. «Quell'edificio, vuoto da tempo, è più ampio dei 600 metri quadrati chiesti dalla Asl», continua Carapelle, «ha un parcheggio all'interno per i dipendenti e parcheggi vicini per l'utenza. Sarebbe perfetto».
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