Sevel, premiati seimila operai In busta paga 1.200 euro in più

8 Febbraio 2017

Il bonus retributivo sarà erogato questo mese a tutti i lavoratori dello stabilimento di Atessa Soddisfatti i sindacati ma la Fiom è critica: il salario resta il più basso tra tutti i metalmeccanici

ATESSA. Ammonta a 1.236 euro il bonus retributivo che sarà erogato ad ogni operaio Sevel entro la fine del mese. Un “premio” atteso da anni e che arriva a seguito del conseguimento della Medaglia d’argento Wcm, il riconoscimento più ambito per le fabbriche della galassia Fca (Fiat-Chrysler) che certifica l’efficienza di uno stabilimento. Sevel, la più grande fabbrica d’Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri e che da anni sfiora il massimo della sua capacità produttiva, non poteva mancare nell’empireo degli stabilimenti più efficienti di Fiat in Italia. Sevel aveva letteralmente rincorso da decenni la sua medaglia grazie alla forza operaia che ha dato il massimo in termini di turni extra e saturazione sulle linee di montaggio e al Ducato che, soltanto con il restyling annunciato nel 2013 direttamente dall’ad Sergio Marchionne, ha macinato, stagione dopo stagione, numeri da primato (290.009 furgoni nel 2016). Mancava solo la ciliegina sulla torta. La medaglia d’argento è arrivata a novembre e si aspettavano solo i riconoscimenti in busta paga.

A conti fatti si tratta del 6% della paga base annua calcolata su 20.500 euro, con tassazione al 10%. Il bonus riguarderà tutto il corpo operaio, comprese le assenze per malattia, 104 e istituti simili, che supera i 6.500 dipendenti. Alla cifra vanno aggiunti i 308 euro annuali (premio per la produttività) che vengono erogati a cadenza trimestrale. «Rispetto allo scorso anno», interviene Domenico Bologna, segretario Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «si tratta di una somma più che raddoppiata. Quest’anno, assieme ai 300 euro annuali, si è costruito un premio di oltre 1.500 euro, un risultato che smentisce tutti quelli che dicono che con il contratto Fiat non c’è salario. Carte e numeri alla mano abbiamo visto invece che Fca paga di più del contratto nazionale e che Sevel è posizionata tra gli stabilimenti leader in Italia. Solo Pomigliano, con la medaglia d’oro, la supera. Questi risultati ci dicono una cosa sola», conclude, «e cioè che la sfida della Fim-Cisl di legare i soldi agli obiettivi dell’azienda l’abbiamo vinta. E nel 2019 ci saranno altri aumenti visto che, come prevediamo, Sevel è in grado di rispettare i piani industriali. Noi abbiamo sempre guardato alla realtà e portato soldi agli operai, gli altri invece hanno fatto solo piagnistei». «Questo premio allevia in parte il sacrificio quotidiano dei lavoratori che affrontano ormai da tre anni i noti record raggiunti», considera Nicola Manzi, segretario Uillm-Uil Chieti-Pescara, «speriamo che questi sacrifici si traducano anche in occupazione, soprattutto locale». Dello stesso avviso anche Antonio D’Alonzo (Ugl Chieti), che auspica nuove assunzioni rispetto alle temute nuove turnazioni «soprattutto in considerazione del fatto che anche per il 2017 si prevede una produzione altissima». Davide Labbrozzi, segretario provinciale Fiom-Cgil, esce dal coro: «Il problema è sempre lo stesso, e cioè che la paga base non cresce da anni. L’azienda continua a dare un bonus una tantum mentre i lavoratori si ritrovano ad avere un salario inferiore di 76 euro al mese (800 euro annue) rispetto a tutti gli altri colleghi metalmeccanici». Intanto ieri l’Usb ha dichiarato sciopero, dalle 20 alle 21, per un episodio che ha riguardato un lavoratore. «Aveva più volte chiesto di potersi recare al bagno», spiega l’Usb lavoro privato Chieti, «inascoltato, si è visto costretto ad urinarsi addosso. L’episodio varca ogni limite di decenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA